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L’Ue punta sulla difesa comune

· Conclusa la conferenza di Monaco ·

Rinnovato slancio verso una difesa comune europea è arrivato dalla Conferenza sulla sicurezza che si è conclusa ieri a Monaco, in Germania. Il primo ministro francese Édouard Philippe ha chiesto una «difesa europea di cui essere orgogliosi», sottolineando anche il ruolo attivo che Parigi intende tenere nella Nato. E il ministro degli esteri tedesco, Sigmar Gabriel, ha affermato che «l’Europa deve avere una comune proiezione di potere nel mondo». 

Un momento della Conferenza a Monaco (Epa)

Nei giorni scorsi era stato il presidente della commissione europea, Jean-Claude Juncker, ad affermare che l’Unione europea vuole la sua difesa e vuole «emanciparsi». L’obiettivo indicato è che l’Ue diventi «attore capace» nella politica mondiale. Per farlo — ha detto Juncker — «bisogna cambiare il metodo decisionale» e la sua indicazione è chiara: «su esteri e difesa occorre eliminare il criterio dell’unanimità».

Juncker ha chiesto cambi di strategia ma ha anche ribadito che non servono strappi con la Nato: nessuno intende mettere in dubbio il ruolo dell’Alleanza. L’Europa è alle prese, anche sul fronte della difesa e della politica sulla sicurezza, con la Brexit. A questo proposito, a Monaco, il premier britannico Theresa May ha auspicato che il contratto sulla difesa fra Ue e Londra possa partire senza esitazioni entro la fine del 2019. «La sicurezza europea e quella del Regno Unito coincidono», ha detto May, invitando, dunque, a trovare «soluzioni pragmatiche» e «creative» alle sfide comuni. May ha auspicato che «si possa iniziare subito con un nuovo contratto sulla sicurezza», per poi aprire uno scenario concreto: a suo avviso «si può partire già dal 2019». Da parte sua, Juncker ha sottolineato: «Non siamo in guerra con il popolo britannico, né ci vogliamo vendicare per la decisione presa in modo sovrano, l’alleanza sulla sicurezza può andare avanti», ma ha anche detto che «questo non va confuso con altre questioni: le valutazioni sulla sicurezza non dovrebbero finire sullo stesso tavolo di quelle commerciali».

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26 agosto 2019

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