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L’Ue prova a modificare le regole sui migranti

· Presentata una proposta su sbarchi e accoglienza in risposta alle sollecitazioni dell’Italia ·

Da una parte, “centri controllati” nell’Unione europea per migliorare e velocizzare le procedure necessarie a distinguere chi ha bisogno di protezione internazionale, e quindi può richiedere asilo, e chi invece è un “semplice” migrante economico. Dall’altra, accordi regionali per gli sbarchi, in stretta collaborazione con l’Organizzazione mondiale per le migrazioni (Oim) e l’Alto commissariato delle Nazioni unite per i rifugiati (Unhcr), non limitati ai paesi dell’Ue ma anche a paesi terzi, specie quelli nordafricani (esclusa al momento la Libia).

La Commissione europea ha presentato oggi la sua proposta sul come dare seguito alle conclusioni del Consiglio del 28 e 29 giugno scorsi; cosa chiesta a più riprese dal presidente del consiglio italiano, Giuseppe Conte. Domani, nella riunione del Comitato dei rappresentanti permanenti presso l’Ue, gli ambasciatori dovrebero discutere il concetto di “centri controllati”, quei centri che la mattina del 29 giugno nessun leader europeo aveva ammesso di essere intenzionato a ospitare. In discussione anche un quadro normativo temporaneo per gestire gli sbarchi di quanti vengono salvati in mare. Seguirà, il 30 luglio a Ginevra, un incontro con Oim e Unhcr. Ma, si precisa, solo una volta che i Paesi dell’Ue avranno trovato un approccio comune inizieranno i contatti con i paesi terzi interessati.
I centri controllati dovrebbero essere gestiti dagli stati europei che li ospitano «con il pieno sostegno dell’Ue e delle agenzie Ue». In particolare, il bilancio dell’Unione «coprirà tutti i costi operativi e per le infrastrutture». Al paese che aprirà i porti, la Commissione potrà mettere a disposizione una squadra «pronta d aiutare nelle operazioni di sbarco da navi che contengono una media di 500 persone»
Il sostegno dell’Unione sarà mobilitato per qualsiasi stato membro che accetti di esaminare la possibilità di accogliere una quota degli sbarcati, partecipando agli «sforzi di solidarietà», cosa che si suppone su base volontaria. Per questo ci saranno degli incentivi finanziari: seimila euro per ciascuna persona ricollocata e copertura dei costi di trasferimento.
La Commissione fornirà una centrale di coordinamento, come misura temporanea, fino a quando un sistema vero e proprio potrà essere messo in piedi nel contesto delle riforme del sistema comune europeo di asilo. 

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19 marzo 2019

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