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L’Ue non abbandona l’ipotesi
di hotspot in mare

· Renzi parla di diminuzione dei flussi di migranti in Italia ·

La proposta italiana di realizzare hotspot in mare «è pienamente allo studio». Ci lavorano cinque esperti della Commissione dell’Unione europea e dell’agenzia Frontex. Lo conferma il commissario all’Immigrazione Dimitris Avramopoulos, che però sottolinea la necessità di studiarne «i mezzi tecnici e legali per attuarla». 

Migranti soccorsi nel Mediterraneo (Reuters)

Dell’ipotesi, presentata dal ministro degli Interni italiano, Angelino Alfano, ha parlato il presidente del Consiglio, Matteo Renzi, sottolineando che forse non serviranno. Renzi pensa di poter escludere anche la costruzione di nuovi hotspot, ipotizzati in Sicilia e in Sardegna prima ancora di quelli su navi. Renzi fa notare che i numeri degli arrivi di migranti sono in calo e che «se la discesa continuerà non serviranno nuovi centri di accoglienza».

C’è da dire che sull’ipotesi di hotspot galleggianti, in definitiva navi attrezzate non solo al salvataggio ma anche alle operazioni di registrazione e smistamento, interviene l’Associazione di studi giuridici sull’immigrazione, Asgi, della quale fanno parte avvocati, giuristi e studiosi. Chiede l’abbandono immediato dell’idea e invita l’Alto commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati, Unhcr, a monitorare attentamente affinché venga garantito l’effettivo accesso al sistema della protezione internazionale in Italia. L’opinione espressa è chiara. «I diritti previsti dalle norme Ue e italiane non potranno mai essere garantiti in modo adeguato in alto mare». In ogni caso, a Bruxelles si svolge il Consiglio straordinario dei ministri degli Affari interni, dedicato ancora una volta all’emergenza migratoria e all’attuazione dell’accordo con la Turchia. Tra i temi all’ordine del giorno anche la questione dei ricollocamenti.

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