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L’Ue invita Ortega
a porre fine
alla repressione

· ​Bruxelles denuncia la violazione dei principi democratici in Nicaragua ·

L’Unione europea (Ue) ha chiesto al governo del Nicaragua di porre fine all’uso sproporzionato della forza contro i manifestanti e ha denunciato un indebolimento della democrazia a causa della repressione messa in essere dalle autorità. «Cinque mesi dopo l’inizio delle proteste sociali in Nicaragua, la situazione del paese sta preoccupando gravemente l’Ue e i suoi stati membri», ha detto l’Alto rappresentante dell’Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza, Federica Mogherini. «I principi fondamentali della democrazia, la responsabilità e lo stato di diritto sono seriamente minati dalla repressione delle autorità, che crea un clima di paura e sfiducia», si legge in un comunicato di Bruxelles, che sottolinea come «il dialogo nazionale con l’obiettivo di raggiungere soluzioni politiche a questi problemi sia ora in una fase di stallo». L’Ue chiede quindi al governo del presidente Daniel Ortega «il rilascio dei manifestanti e il ripristino del rispetto per un processo equo per tutti i detenuti». L’Ue denuncia inoltre che la mancanza di cooperazione ufficiale con le missioni internazionali che indagano sulle violazioni dei diritti umani impedisce la giustizia e promuove l’impunità. Pertanto Bruxelles ha sollecitato ancora una volta il governo del Nicaragua a consentire agli inviati dell’Alto commissario per i diritti umani di tornare nel paese e dare il supporto necessario al Mecanismo especial de seguimiento para Nicaragua (Meseni), creato per monitorare la situazione, e al Grupo interdisciplinario de expertos independientes (Giei), che indaga sulla violenza. Il paese centroamericano sta attualmente vivendo la peggiore crisi degli ultimi decenni che, iniziata con una protesta studentesca nell’aprile scorso, si è diffusa su tutto il territorio anche in seguito alla reazione violenta della polizia.

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