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L’Ue chiede tutele
per rifugiati non siriani

· In fase di attuazione l’accordo tra Bruxelles e Ankara ·

Progressi nell’attuazione dell’accordo tra Ue e Turchia sui migranti ci sono ma resta la questione delle tutele a profughi anche non siriani e il nodo dei visti. È quanto emerge, dopo il colloquio a Strasburgo tra il presidente della Commissione Juncker e il primo ministro turco Davutoğlu, nella nota sull’avanzamento dell’accordo pubblicata dall’esecutivo europeo. Viene ribadita la necessità di riconoscere le stesse tutele dei siriani anche ai profughi di altre nazionalità.

Migrante tra i binari nella stazione vicino al campo greco di Idomeni (Ap)

Un elemento essenziale per procedere con i rimpatri delle migliaia di persone in attesa nei centri delle isole greche dell’Egeo. Il punto era risultato già una questione spinosa durante le trattative, prima dell’intesa a marzo. Ora Bruxelles si aspetta, e lo scrive nella nota, che Ankara metta in pratica quanto ha firmato. Per il momento la Turchia ha comunicato il cambiamento della sua legislazione con l’aggiunta di garanzie per i profughi siriani. Per le altre nazionalità resta una certa incognita.

Intanto, i greci dovrebbero, entro pochi giorni, finire di trattare le prime richieste, con appello compreso, di profughi siriani da riaccompagnare in Turchia. Parliamo delle domande giudicate inammissibili. Si darebbe così il via all’applicazione del cosiddetto schema “uno a uno” alla base dell’accordo, cioè per ogni profugo siriano entrato illegalmente in Ue e riaccompagnato in Turchia, uno in attesa nei campi profughi viene reinsediato in Ue. Dall’entrata in vigore dell’accordo, sono solo due i profughi siriani riaccompagnati dalla Grecia, su base volontaria. E sono in tutto 96 i rifugiati reinsediati in Europa, mentre a marzo l’agenzia Frontex, per il coordinamento del controllo delle frontiere europee, fa sapere di aver rimpatriato 325 migranti dalla Grecia. C’è poi il braccio di ferro tra Unione europea e Turchia sulla liberalizzazione dei visti. L’accordo fissa l’esenzione per i cittadini turchi che vogliano entrare in Europa a partire da giugno, a patto però che Ankara soddisfi tutti i requisiti previsti. La prossima relazione, che dovrebbe essere decisiva, è prevista per l’8 maggio, ma Davutoğlu ha ribadito che se non c’è il via libera alla esenzione dei visti, Ankara è intenzionata a far saltare tutto. Ricordiamo che il presidente turco Erdoğan ha promesso da tempo ai suoi elettori la sospensione dei visti.

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