Avviso

Questo sito utilizza cookies...
I cookies sono piccoli file di testo che aiuto a migliorare la sua esperienza di navigazione nel nostro sito. Navigando in ogni parte di questo sito lei autorizza l'utilizzo dei cookies. Maggiori informazioni sulla policy dei cookies visualizzando le Condizioni di utilizzo.

L’Ue chiede aiuti per i rohingya

· Mogherini interviene al dibattito all’Europarlamento ·

Rohingya  nella zona di Tknaf  in Bangladesh (Ansa)

L’Unione europea guarda alla «inaccettabile situazione» al confine tra Myanmar e Bangladesh e denuncia «il forte rischio che quanto sta succedendo alla minoranza rohingya possa contribuire a destabilizzare la regione». È quanto ha dichiarato l’alto rappresentante dell’Unione europea per gli affari esteri e la politica di sicurezza comune, Federica Mogherini, durante la plenaria, ieri, al parlamento europeo. L’assemblea di Strasburgo ha votato una risoluzione di condanna alle violenze contro la minoranza etnica dei rohingya. «Tensioni e violenze devono cessare immediatamente», ha detto Mogherini durante il dibattito in aula. La seconda priorità, ha aggiunto, è «l’aiuto umanitario, che va portato d’urgenza». La risoluzione «chiede una sospensione immediata delle uccisioni, delle violenze, degli stupri e del rogo delle abitazioni nei confronti della popolazione rohingya» e chiede al governo, e in particolare al consigliere di stato e ministro degli esteri del Myanmar, Aung San Suu Kyi, di «condannare in maniera inequivocabile» questi atti. Nelle stesse ore anche il segretario di stato americano, Rex Tillerson, è tornato sulla questione condannando le violenze sui rohingya, definite «inaccettabili». La situazione umanitaria dei rohingya, che dallo stato occidentale del Rakhine in Myanmar fuggono a migliaia, ogni giorno, in Bangladesh anche a causa di ripetute violenze dei militari, è sempre più grave e si teme che possa sfuggire di mano. «Dobbiamo prepararci al peggio», ha infatti affermato in una conferenza stampa nel Bangladesh Mohammed Abdiker, direttore delle operazioni di emergenza dell’Organizzazione internazionale per le migrazioni (Oim), ammettendo che la «crisi ha colto tutti di sorpresa». «Nessuno — ha precisato Abdiker — si aspettava in Bangladesh l’arrivo di oltre 400.000 persone, nessuno era pronto con alimenti, tende, medicinali» e che si scatenasse la fuga di un milione di profughi. La comunità internazionale, ha aggiunto, «deve fare di più per fronteggiare questa tragedia». 

EDIZIONE STAMPATA

 

IN DIRETTA

Piazza S. Pietro

19 dicembre 2018

NOTIZIE CORRELATE