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​L’Ue al fianco di Madrid

· ​Bruxelles respinge la richiesta catalana di mediazione ·

 Le autorità catalane hanno chiesto all’Unione europea (Ue) di avviare una mediazione con il governo centrale sul referendum per l’indipendenza. L’appello è giunto ieri dal sindaco di Barcellona Ada Colau e dal responsabile degli esteri catalano Raül Romeva, che hanno chiesto a Bruxelles di aprire «uno spazio di mediazione». Fredda la risposta dell’Unione europea. «Rispettiamo l’ordine costituzionale della Spagna», ha reso noto un portavoce dell’Ue respingendo così le sollecitazioni catalane.

Manifestazione a Barcellona  contro il referendum  (Reuters)

Sulla vicenda è ieri intervenuta anche la Russia. «Nelle nostre relazioni con la Spagna — ha dichiarato la portavoce del ministero degli esteri, Maria Zakharova, citata dalla Tass — ci ispiriamo all’incondizionato rispetto per la sovranità nazionale e l’integrità territoriale di quel paese».

Come è noto, Madrid è intenzionata a impedire lo svolgimento della consultazione, mentre Barcellona non intende sospendere i preparativi per il voto. A due giorni dalla data fissata unilateralmente per la consultazione la tensione si fa sempre più alta. Il governo guidato da Mariano Rajoy ha inviato 10.300 agenti di polizia in Catalogna e ha annunciato che prenderà tutti i provvedimenti necessari a far rispettare la legalità costituzionale impedendo il voto. Ieri c’è stato un incontro tra il presidente catalano Carles Puigdemont e il segretario di stato agli interni spagnolo José Antonio Nieto. Ognuna delle parti ha confermato le proprie posizioni. Nieto ha chiesto che sia annullato il referendum «illegale», mentre Puigdemont ha confermato che intende andare «fino in fondo».

Ieri la polizia ha sequestrato due milioni e mezzo di schede elettorali, quattro milioni di buste e cento urne, materiale che sarebbe servito a votare domenica. Il premier Rajoy ha convocato per oggi l’ultimo consiglio dei ministri a Madrid prima del referendum. Secondo quanto riportato da «El País», il governo è pronto ad adottare misure «esecutive», mentre fino a ora aveva manifestato l’intenzione di agire «con prudenza». Rajoy starebbe valutando l’ipotesi di emettere ordini governativi per assicurarsi che le istruzioni disposte dal governo siano effettivamente messe in pratica da Josep Lluís Trapero Álvarez, il comandante dei Mossos d’Esquadra, e dalle altre forze di polizia.

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