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L’Ue accelera sul debito

· Le conclusioni del vertice dei capi di Stato e di Governo ·

Fissati nuovi criteri per il risanamento dei conti pubblici

La crisi dei debiti sovrani resta una grave minaccia per la stabilità dell’Eurozona. E i leader europei dettano la linea per la stesura delle prossime Finanziarie, chiedendo maggiori sforzi ai Paesi con i conti più in disordine. Paesi che — anche alla luce delle persistenti turbolenze sui mercati — sono invitati a spingere sull'acceleratore nel consolidamento dei propri bilanci.

Il messaggio contenuto nelle conclusioni del vertice dei capi di Stato e di Governo della Ue è chiaro. «Il risanamento dovrebbe essere accelerato negli Stati membri che versano in una situazione di forte disavanzo strutturale o di livello del debito pubblico molto alto o in rapida crescita». Le indicazioni del Consiglio Ue sono precise: «Le politiche di bilancio per il 2012 dovrebbero mirare a ripristinare la fiducia, assicurando la sostenibilità del trend del debito e garantendo che i disavanzi siano ricondotti al di sotto del tre per cento del pil, secondo la tempistica convenuta dal Consiglio». Per ogni Paese, infatti, è stata fissata una scadenza.

Nel testo si legge ancora: «A tal fine è necessario, nella maggior parte dei casi, un aggiustamento strutturale su base annua ben superiore allo 0,5 per cento del pil». Gli sforzi in materia di risanamento di bilancio — si legge inoltre nel testo — «devono essere integrati da riforme strutturali a sostegno della crescita». Tutto ciò va inquadrato nell’ambito del «semestre europeo», inaugurato all’inizio di quest’anno e finalizzato a uno stretto coordinamento tra le finanziarie dei vari Paesi. Tutti gli Stati membri, in pratica, dovranno tradurre le priorità indicate in sede Ue in misure concrete che saranno inserite nei rispettivi programmi di stabilità e nei programmi nazionali di riforma. Sulla base di tali programmi la Commissione Ue avanzerà pareri specifici, Paese per Paese, in tempo utile affinchè tali raccomandazioni possano essere adottate prima del Consiglio europeo di giugno. Raccomandazioni alle quali i Paesi dovranno attenersi. E in futuro, con la riforma del Patto di stabilità e di crescita, il rischio è quello di incappare nelle nuove, pesanti sanzioni finanziarie previste per i Paesi non virtuosi.

«Quello deciso oggi è un messaggio politico chiaro ai mercati» ha affermato il cancelliere tedesco, Angela Merkel, a proposito del pacchetto anticrisi varato dal Consiglio Ue: dalla nuova governance all’inasprimento del Patto di stabilità e di crescita, alla creazione di un Fondo salva-Stati permanente, quello che nascerà dalla metà del 2013 e che già in molti chiamano Fondo monetario europeo.

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20 marzo 2019

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