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Luci e ombre alla Cop21

· Resa nota la bozza dell’accordo sul clima ma restano ancora molti nodi da sciogliere ·

Una nuova bozza ridotta da quarantotto a ventinove pagine, ma con ancora tanti punti in sospeso. È questo il frutto di dieci giorni di lavoro alla Conferenza mondiale sui cambiamenti climatici di Parigi (Cop21), un testo sottoscritto ieri da 185 Paesi, che sarà la base per il rush finale dei negoziati fino alla scadenza di venerdì pomeriggio.

Luci in una casa a Pechino tra lo smog provocato dalle emissioni di gas serra (Reuters)

La bozza ha ancora «troppe parti su cui non c'è consenso», ha ammesso il ministro degli Esteri francese e co-presidente della Cop21, Laurent Fabius. I nodi principali dei negoziati restano ancora due: il finanziamento, ovvero chi dovrà sostenere il costo delle misure per ridurre le emissioni nocive e in quale modo; il monitoraggio, e cioè i sistemi di controllo periodico della realizzazione degli impegni. Nello specifico, gli sherpa si stanno confrontando soprattutto sul carattere legalmente vincolante dell'accordo. Gli Stati Uniti, ad esempio, avevano chiesto un accordo solo in parte vincolante. Altri Paesi avevano chiesto invece che l'accordo fosse vincolante, ma senza prevedere sanzioni. La nuova bozza «si sforza di riflettere il più fedelmente possibile i compromessi trovati» ha dichiarato Fabius, che ha invitato i negoziatori a una maratona per centrare la scadenza per l’accordo, fissata per domani, venerdì.

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