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​L’Spd apre al dialogo
con Merkel

· Giovedì il voto ufficiale del congresso ·

Settimana cruciale per il futuro della Germania: il leader socialdemocratico Martin Schulz potrebbe iniziare a breve un dialogo con il cancelliere tedesco Angela Merkel per mettere fine allo stallo politico nel paese, nonostante le divergenze. Il vertice dell’Spd, infatti, ha votato ieri il via libera ai colloqui con la Cdu della Merkel per tentare di formare un nuovo governo. Giovedì, spetterà al congresso dell’Spd decidere se accettare una nuova grande alleanza governativa con i conservatori per uscire dall’impasse politica in cui si trovano i partiti dopo le ultime elezioni federali del 24 settembre scorso.

Il leader socialdemocratico alla sede centrale dell’Spd a Berlino (Afp)

Alcune frange del partito Spd restano contrarie a una collaborazione con Merkel al governo per altri quattro anni. Ma se arriverà il via libera anche della base, dopo quello dei vertici, Schulz incontrerà Merkel e «tutte le opzioni restano sul tavolo». In ogni caso, il programma della Spd dovrà rimanere alla base di qualsiasi intesa per la formazione di un nuovo governo con Angela Merkel, ha ribadito Martin Schulz, sottolineando che l’Spd giudica «essenziali» diversi elementi del programma del partito e li considera la base per iniziare qualsiasi negoziato per il governo.

All’indomani del voto del 24 settembre, Schulz aveva escluso categoricamente la possibilità di una nuova grande coalizione con la Cdu, ma poi all’interno del partito sono maturate diverse pressioni perché il leader dell’Spd accetti di entrare in coalizione con l’Unione (Cdu-Csu). Innanzitutto lo ha chiesto il presidente della Repubblica, Frank-Walter Steinmeier, che ha convocato Schulz per vari colloqui in questi ultimi giorni. E giovedì scorso il capo dello stato ha ricevuto al castello di Bellevue, a Berlino, il leader dell’Spd, il capo della Csu Horst Seehofer e Merkel. Steinmeier preme per dare alla Germania un governo stabile, evitando di tornare alle urne, dopo il fallimento dei colloqui per una coalizione formata dai democristiani della Cdu-Csu, i liberali dell’Fdp e i Verdi.

Schulz ha ricevuto pressioni anche dal presidente francese, Emmanuel Macron, e dal primo ministro greco, Alexis Tsipras. Lo ha rivelato lo stesso ex presidente del parlamento europeo e ora leader dei socialdemocratici. Il presidente francese lo ha sollecitato ad entrare nel governo proprio per poter far passare le visioni comuni sulla riforma della Ue e dell’Eurozona, in particolare quelle sull’accelerazione degli investimenti e sulla creazione del “Fondo monetario europeo”. Tsipras ha raccomandato di «non dimenticare che una vera sinistra e una posizione progressista non consistono nel fatto di mantenere pulita la propria identità», ribadendo che «è molto più importante, invece, lottare per i veri cambiamenti e le riforme». 

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