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Lotta a corruzione e narcotraffico in Colombia

· Iván Duque presta giuramento e detta le priorità del suo mandato ·

La Colombia si prepara ad aprire una nuova pagina della sua storia. Il presidente Iván Duque Márquez, avvocato di 42 anni, si è insediato ieri succedendo al liberale di centro-destra Juan Manuel Santos, al potere dal 2010 e che non poteva essere rieletto dopo due mandati.

Delfino dell’ex presidente Álvaro Uribe Vélez, ed eletto lo scorso giugno come candidato del Centro democratico, Duque ha prestato giuramento per un mandato di quattro anni in una cerimonia pubblica in piazza Bolivar, nella capitale. È il più giovane presidente della storia del paese.

In un discorso alla nazione durato circa un’ora, ha parlato di lotta alla corruzione, di rilancio dell’economia e ha illustrato i propri propositi di governo, sottolineando che in futuro «né il narcotraffico, né il sequestro potranno essere giustificati con finalità politiche, né come meccanismi per finanziarsi o promuovere una qualsivoglia causa».

A questo proposito fra i progetti immediatamente presentati al parlamento uno impedirà espressamente che «i gruppi armati illegali che sequestrano e trafficano droga pretendano di ottenere benefici mimetizzando i loro delitti con cause ideologiche». Il riferimento chiaro è alle condizioni previste nell’accordo di pace firmato dal governo di Santos con le Forze armate rivoluzionarie della Colombia (Farc), trasformatesi ora in una formazione politica. Ma il progetto di legge di Duque, sottolineano gli analisti, varrà solo per il futuro e non potrà influire su quanto già firmato in passato.

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19 agosto 2019

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