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L’oste dell’ultima ora

· Da una strana festa di nozze a Cana a una triste cena d’addio a Gerusalemme ·

Lo scrittore Valerio Massimo Manfredi in un piccolo volume immagina la storia di un singolare personaggio che incontra a più riprese il figlio di un falegname di Nazaret. Ne pubblichiamo alcuni stralci.

Ero rovinato. Mi volsi per tornare indietro e mi trovai di fronte una sagoma controluce. Sentii una voce: «Guarda, ancora l’oste dell’ultima ora! Che ci fai qui tutto solo? La festa è di là, non lo sai?».

Il predicatore! «Lasciami perdere. Non è aria» risposi seccato.

«Come vuoi. Ero uscito a prendere una boccata d’aria, ti ho visto. Tutto qui. Mi faceva piacere salutarti perché mi ricordo sempre di quella sera e del tuo buon cuore. Ma che ti succede?».

«Sono rimasto senza vino. Ero sicuro di averne ancora una mezza dozzina di anfore qui dentro... Lo sai cosa significa? Che sono un uomo finito». «Ma cosa dici?» replicò il predicatore «ma se le ho appena viste. Sono di là, nel magazzino accanto». Scossi il capo sconsolato: «Quelle sono piene d’acqua per rigovernare dopo, pulire il pavimento, lavare le stoviglie. Non hai visto la forma?».

Il predicatore scosse il capo a sua volta e mentre faceva quel gesto il sole gli penetrò di traverso negli occhi. Sembravano di ambra e rifrangevano la luce con mille pagliuzze

Valerio Massimo Manfredi

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22 luglio 2019

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