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«L'Osservatore Romano» sui banchi

· Presentato il progetto «Il Quotidiano in Classe» ·

«L'Osservatore Romano» sui banchi di scuola insieme ad altri grandi quotidiani per permettere ai ragazzi di confrontarsi in maniera critica e consapevole con l'attualità. È la grande novità che da quest'anno contraddistinguerà il progetto «Il Quotidiano in Classe» portato avanti dall'Osservatorio Permanente Giovani-Editori giunto all'undicesima edizione.

«Questo progetto è dedicato a tutti quei giovani che vogliono cambiare il mondo, a tutti quei giovani che credono nel valore rivoluzionario di un'idea, a tutti quei giovani che sanno ancora appassionarsi a una causa. A tutti quei giovani che ci candidiamo a riunire nella grande comunità de “Il quotidiano in classe”, noi daremo pane per i loro denti, aprendo loro la porta magica dell'attualità». Con queste parole Andrea Ceccherini, presidente dell'Osservatorio, ha presentato a Milano, il 15 ottobre, l'iniziativa che coinvolgerà, per l'anno scolastico 2010-2011, più di un milione e ottocentomila studenti delle scuole secondarie superiori: oltre due studenti italiani su tre nella fascia d'età compresa tra i 14 e i 19 anni. Un'adesione che segna il massimo di partecipazione da quando l'iniziativa è partita. Il progetto si avvale anche di un sito in rete (www.ilquotidianoinclasse.it) che, attraverso delle «stanze virtuali», è anche strumento per un dialogo diretto degli studenti con le singole redazioni dei giornali.

«Siamo orgogliosi — ha detto Ceccherini — di annunciare che questa nostra compagine storica si apra oggi a “L'Osservatore Romano” con il quale promuoveremo, per il prossimo anno scolastico, anche il concorso “Valori in corso: stiamo lavorando per noi”, per avviare nelle classi un percorso di crescita nella responsabilità e nella maturazione». L'obiettivo è quello di contribuire — insieme all'impegno di quasi quarantacinquemila professori che hanno aderito all'iniziativa — a formare giovani cittadini più consapevoli e partecipi, capaci di confrontarsi con gli altri e sempre più allenati a pensare con la propria testa.

«Gli insegnanti — ha concluso Ceccherini — sanno che educare una generazione a leggere equivale ad allenarla a pensare. E pensare è il più entusiasmante e rivoluzionario esercizio civile che una scuola competitiva e moderna possa praticare.

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16 ottobre 2019

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