Avviso

Questo sito utilizza cookies...
I cookies sono piccoli file di testo che aiuto a migliorare la sua esperienza di navigazione nel nostro sito. Navigando in ogni parte di questo sito lei autorizza l'utilizzo dei cookies. Maggiori informazioni sulla policy dei cookies visualizzando le Condizioni di utilizzo.

Le ragioni della speranza

· Di fronte alla strumentalizzazione dei bambini da parte delle organizzazione terroristiche ·

La sfida del terrorismo va ormai oltre ogni cinismo e ferocia. Ieri il sito di monitoraggio dell’attività in rete delle organizzazioni terroristiche ha denunciato la messa in rete di un filmato nel quale un bambino kazako spara alla nuca a due presunte spie russe.

Bambina afghana in un campo profughi nelle zone tribali vicino a Islamabad (La Presse/Ap)

I terroristi del cosiddetto Stato Islamico profanano la sua infanzia trasformandolo in boia. Un destino condiviso dalle bambine usate in nigeria da Boko Haram per compiere attentati suicidi.

L’informazione globalizzata propone ormai una tragica realtà che ha superato le pratiche già conosciute del reclutamento di bambini soldato e di manovalanza criminale, dell’uso brutale di droghe e terrore, dell’asservimento sessuale. E in tutto il mondo all’orrore e alla pietà si somma timore per una degenerazione incontrollata della ferocia e del cinismo. Una degenerazione favorita appunto dai mezzi di nuova comunicazione sociale che permettono di esibire l’orrore come un trofeo. Eppure le ragioni della speranza non mancano. Lo dimostra l’opera svolta senza clamore dal volontariato religioso e civile che si dedica al recupero e alla protezione dei bambini liberandoli da tanto orrore. E lo dimostrano pure gli sforzi educativo di tante famiglie e di tante comunità; il dialogo mai interrotto tra le religioni e le culture.

EDIZIONE STAMPATA

 

IN DIRETTA

Piazza S. Pietro

26 agosto 2019

NOTIZIE CORRELATE