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Orologio della passione

· Memoria degli eventi ·

Nei secoli, la passione di Gesù è stata al centro della vita spirituale dei fedeli. Ciò ha dato luogo a una gran quantità di pratiche devozionali, che avevano come oggetto la meditazione sui singoli avvenimenti.

Salvador Dalì, «La persistenza della ragione» (1931)

Quella oggi più nota è la Via crucis. Ma una pratica di cui ormai si sono perse le tracce era il cosiddetto “Orologio della passione”: la memoria degli eventi veniva distribuita nelle ventiquattro ore. Per ricostruirla occorre tener conto che, all’epoca, si credeva che Gesù Cristo fosse morto venerdì 25 marzo, in pieno periodo equinoziale (quando giorno e notte hanno la stessa durata) e che nell’orario cosiddetto italiano, in uso fino alla metà del XIX secolo, il conteggio delle ore iniziava dal tramonto: ovvero, in quei giorni, alle sei pomeridiane.
Sant’Alfonso Maria de’ Liguori ne dà una versione in una tavola posta all’inizio della sua opera L’amore delle anime (1751). Il soggetto, naturalmente, è Gesù. «Ora 1: Licenziatosi da Maria, fa la cena. Ore 2: Lava i piedi agli Apostoli, ed istituisce il Santissimo Sacramento. Ore 3: Fa il Sermone, e va all’Orto. Ore 4: Fa orazione nell’Orto. Ore 5: Si mette in agonia. Ore 6: Suda sangue. Ore 7: È tradito da Giuda, ed è legato. Ore 8: È condotto ad Anna. Ore 9: È menato a Caifas, e riceve lo schiaffo. Ore 10: È bendato, percosso, e schernito. Ore 11: È condotto al concilio, e chiamato reo di morte. Ore 12: È portato a Pilato, ed accusato. Ore 13: È schernito da Erode. Ore 14: È ricondotto a Pilato, e posposto a Barabba. Ore 15: È flagellato alla colonna. Ore 16: È coronato di spine, e mostrato al popolo. Ore 17: È condannato a morte, e va al Calvario. Ore 18: È spogliato e crocifisso. Ore 19: Prega per li crocifissori. Ore 20: Raccomanda lo spirito al Padre. Ore 21: Muore. Ore 22: È ferito colla lancia. Ore 23: È schiodato, e consegnato alla Madre. Ore 24: È seppellito e lasciato nel sepolcro».
L’ora 1 corrisponde alle attuali 7 di sera, le ore 2 alle 8 e così via, mentre le ore 24 corrispondono alle sei pomeridiane del Venerdì santo. Come si può notare, sant’Alfonso, salvo il congedo da Maria, rispetta i testi evangelici anche nella compatibilità degli orari: dall’ultima cena dopo il tramonto, alla crocifissione alle ore 18 italiane, cioè a mezzogiorno, fino alla morte in croce alle 21, cioè alle tre pomeridiane. A proposito di ciò il frate minore francescano Cherubino da Roma, a metà del XVIII secolo, così argomentava: «Da qui è che nostro Signore Gesù Cristo spirò in Croce per nostro amore circa le ore 21; essendo avvenuta la sua morte ai 25 di marzo, quando sona il mezzo dì alle ore 17 e mezza; e la metà del tempo tra mezzo giorno e tramontare del Sole cade sulle 21, che appunto era l’ora di Nona, in cui abbiamo dal Vangelo ch’egli spirò». Per fra Cherubino il mezzogiorno suonava alle 17.30 perché usa l’orario italiano Ab Avemaria, mezz’ora indietro rispetto a quello A solis occasu cui fa riferimento sant’Alfonso.

A questo schema venivano aggiunte per ogni ora preghiere, affetti (brevi preghiere in cui si esprimevano sentimenti di affetto e di amore a Gesù), riflessioni e discorsi formando così interi libri; un esempio significativo è nel 1718 l’opera in due volumi del cappuccino Simone da Napoli Horologio della Passione di Gesù Cristo secondo le 24 hore, nelle quali la patì, per eccitare ne’ cuori de’ fedeli gratitudine, amore, ed imitazione; distinto in discorsi istorici, discorsi riflessivi, ed affetti meditativi. La devozione all’orologio della passione continuò anche quando l’orario italiano cadde in disuso. Ne abbiamo un esempio in un’opera scritta dalla mistica serva di Dio Luisa Piccarreta (1865-1947), discepola e penitente di sant’Annibale Maria di Francia: Le ore della passione di Nostro Signore Gesù Cristo (1921). Si tratta di un'opera di taglio mistico e non devozionale come quella di sant'Alfonso; qui la scansione delle ore è quella attuale. Nella pia donna pugliese, oltre all’accento posto sulla durata delle singole ore, è interessante la disposizione e la concatenazione degli eventi, leggermente diversa da quella di sant’Alfonso. L’Orologio della passione non era tra le pratiche più diffuse, ma certamente oggi sembra la più originale.

di Mauro Papalini

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16 ottobre 2019

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