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Loro
ci salveranno

· ​La via crucis di solidarietà per le donne vittime della tratta ·

Perdono e grazie. Perdono, «da chiedere al Signore e a queste sorelle per i nostri silenzi e per aver pensato che il problema non ci riguardasse». Grazie, «al grande cuore di don Benzi e ai suoi figli; loro, quelle periferie “consegnateci” da Papa Francesco le hanno visitate e in qualche modo redente». Perdono e grazie: sono state le due parole sottolineate dal cardinale vicario Agostino Vallini che ieri sera, a Roma, ha guidato la «Via crucis vivente» di solidarietà e preghiera organizzata dall’associazione «Comunità Papa Giovanni xxiii» (fondata nel 1968 da don Oreste Benzi), in collaborazione con la diocesi. L’iniziativa, dal titolo Per le donne crocifisse e inserita nelle celebrazioni del Giubileo della misericordia, era dedicata alle giovani donne vittime di tratta, prostituzione coatta e violenze. Un fenomeno che in Italia presenta dati allarmanti: si stima che siano fra 75.000 e 120.000 le vittime della prostituzione. Il 65 per cento di esse sono in strada, il 37 per cento sono minorenni, fra i 13 e i 17 anni. Provengono soprattutto da Nigeria, Romania, Albania, Bulgaria, Moldova, Ucraina, Cina. Si calcolano nove milioni di “clienti”, con un “giro d’affari” di 90 milioni di euro al mese.
La «Comunità Papa Giovanni xxiii», che da venticinque anni è a fianco delle vittime di questa moderna forma di schiavitù, ne ha liberate più di settemila. Attualmente sono accolte nelle strutture dell’associazione circa duecento ragazze. Ventuno unità di strada escono ogni settimana, in tutta Italia, per incontrare queste donne e offrire loro una via d’uscita.
«Il mondo deve cambiare, Roma deve cambiare, dobbiamo avere il coraggio di dire “basta schiave”», ha affermato il cardinale Vallini durante la via crucis, partita dalla chiesa di Santo Spirito in Sassia e conclusasi, dopo sette stazioni, all’interno dell Chiesa Nuova (Santa Maria in Vallicella). Anche Papa Francesco, domenica scorsa nel dopo Angelus, aveva rivolto un pensiero particolare all’associazione e alla sua iniziativa. Notevole la presenza della gente che ha partecipato alle sette stazioni lungo il percorso, con altrettanti momenti di preghiera, meditazioni e testimonianze delle vittime salvate dalla tratta. «È stata una via crucis vivente, molto coinvolgente», ha spiegato don Aldo Buonaiuto, coordinatore dell’iniziativa, «con la partecipazione di attori e musicisti e la testimonianza diretta di ragazze che hanno vissuto sulla propria pelle la condizione di vera schiavitù, che anche oggi esiste, nelle nostre città, anche se sembriamo non rendercene conto».

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25 marzo 2019

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