Avviso

Questo sito utilizza cookies...
I cookies sono piccoli file di testo che aiuto a migliorare la sua esperienza di navigazione nel nostro sito. Navigando in ogni parte di questo sito lei autorizza l'utilizzo dei cookies. Maggiori informazioni sulla policy dei cookies visualizzando le Condizioni di utilizzo.

L’orizzonte di Dio

· ​Newman e il figlio maggiore della parabola ·

Sieger Köder «Il ritorno del figliol prodigo»

Nel discorso Idee preconcette in religione, pronunciato il 4 dicembre 1831, John Henry Newman, come parroco anglicano di Santa Maria Vergine a Oxford, cerca di mettere in luce i sentimenti del figlio maggiore della parabola del padre buono. Il comportamento del padre nei confronti del figlio pentito può sembrare, a prima vista, come una «trasgressione delle regole dell’equità e della giustizia». Newman infatti afferma che, per affrontare la “difficoltà” secondo cui su questa terra spesso i malvagi stanno bene e i buoni devono soffrire, Dio «ha consentito più e più volte di dichiarare la regola che non devia dal suo governo — favore per colui che obbedisce, punizione per il peccatore».

Basandosi su simili pensieri, il fratello maggiore non riesce a comprendere perché il padre abbia organizzato una festa per il figlio ritornato, mentre egli non abbia mai ricevuto un tale dono. La sua incomprensione si dimostra con le parole: «Ecco, io ti servo da tanti anni e non ho mai trasgredito un tuo comando, e tu non mi hai mai dato un capretto per far festa con i miei amici (Luca, 15, 29)». Tali parole fanno vedere come anche il fratello maggiore pur rimanendo a casa si sia interiormente allontanato dal padre. Come risponde il padre a questo rimprovero? Newman descrive la risposta come istruttiva: essa «è una sanzione della grande verità che sembrava essere messa in pericolo; cioè, che, alla fine, non è la stessa cosa l’obbedire e il disobbedire, in quanto essa ci manifesta espressamente che il penitente cristiano non viene posto sulla stessa base di coloro che hanno servito Dio consistentemente fin da principio». Il padre, infatti, dice: «Figlio, tu sei sempre con me e tutto ciò che è mio è tuo (Luca, 15, 31)». Il padre vuol quasi ricordare al figlio maggiore come egli lo ama: «Tu hai la mia piena fiducia. Tu sei sempre con me; e, allora, puoi tu veramente borbottare perché io, con un semplice gesto di contentezza, dimostro la mia soddisfazione per il recupero di un peccatore, e lo consolo con una promessa di misericordia; lui che, prima di udire una simile parola, stava annegando nel terrore di una meritata punizione?».

di Hermann Geissler

EDIZIONE STAMPATA

 

IN DIRETTA

Piazza S. Pietro

21 marzo 2019

NOTIZIE CORRELATE