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​L’ora della responsabilità

· ​Richiamo dell’Ue al rispetto degli impegni per gestire la questione immigrazione ·

Migranti in Croazia sulla rotta dei Balcani (Ap)

Mentre resta lo sgomento per le nuove stragi nel Mediterraneo — teatro oramai quotidiano di naufragi e tragedie di barconi colmi di migranti che fuggono dalla guerra alla disperata ricerca di una vita più dignitosa — i presidenti della Commissione europea, Jean-Claude Juncker, e del Consiglio Ue, Donald Tusk, hanno inviato ieri una lettera ai ventotto Governi dell’Unione europea in cui illustrano i progressi fatti sulla questione immigrazione e li invitano a «rispettare gli impegni e attuare le decisioni» prese a livello comunitario. In particolare, come lo stesso Juncker aveva sottolineato qualche tempo fa richiamando all’ordine i Paesi inadempienti, sono gli impegni finanziari a essere in gran parte ancora disattesi dagli Stati dell’Ue. Mancano, per esempio, ancora 2,28 miliardi da versare ai fondi predisposti per far fronte alla crisi dei rifugiati, a partire da quelli per l’Africa e la Siria, ai contributi per le agenzie Onu per i profughi e al Programma alimentare mondiale (Pam). Questi sono stati sostenuti con 2,8 miliardi dal bilancio comunitario, ma il contributo dei Paesi, che doveva essere altrettanto cospicuo, si è per ora limitato a 515 milioni di euro. D’altra parte la Commissione europea guidata da Juncker compie un anno e l’obiettivo di riconquistare la fiducia dei cittadini europei, stremati da anni di crisi economica, sembra ancora lontano: dalla crisi greca a quella dei migranti, la Commissione si è imposta come mediatore tra i Governi con risultati spesso controversi, finora non in grado di imprimere quella sterzata necessaria per risollevare la fiducia nelle istituzioni, che resta, secondo gli osservatori, ai minimi storici.

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20 marzo 2019

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