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L’opposizione rifiuta
il dialogo in Ecuador

· Proseguono le proteste ·

La Confederazione delle nazionalità indigene dell’Ecuador (Conaie), che guida le proteste antigovernative in Ecuador, ha fatto sapere che non accetterà alcun dialogo con il governo del presidente Lenín Moreno fino a quando non sarà revocato il decreto 883, riguardante l’azzeramento dei sussidi al carburante.

Ieri le manifestazioni sono proseguite per il nono giorno consecutivo a Quito e in tutto il territorio ecuadoriano nonostante segnali di distensione registrati in giornata, come la consegna a una delegazione dell’Onu di dieci agenti di polizia catturati da un gruppo di indigeni. La Conaie ha però chiarito ieri sera, in un comunicato, che la proposta avanzata da Moreno di «avere un dialogo diretto» manca di credibilità anche alla luce della risposta delle forze dell’ordine, che ha fatto registrare un bilancio di 554 feriti, 929 detenuti, cinque morti e altrettanti «desaparecidos». La Conaie parla di «reato di lesa umanità». Nel frattempo, anche ieri migliaia di indigeni si sono mossi in corteo nella capitale scontrandosi con soldati e agenti di polizia nel tentativo di raggiungere l’Assemblea nazionale. Ingenti anche le perdite economiche a causa degli scioperi e dei blocchi dei pozzi petroliferi.

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15 novembre 2019

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