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L’opposizione chiama alla protesta

· Contro il piano economico del presidente venezuelano ·

Venezuelani attraversano il confine con la Colombia (Afp)

L’opposizione venezuelana ha rivolto un appello alla popolazione perché scenda in piazza sabato prossimo per manifestare contro le misure monetarie ed economiche introdotte dal presidente Nicolás Maduro. La proposta è stata lanciata da Alfredo Ramos, dirigente del partito Causa R, che ha definito la ristrutturazione della valuta «una truffa» da parte di Maduro il quale «pretende di far credere che risolveremo i problemi esistenti con misure impositive e con l’aumento del prezzo della benzina». Questi provvedimenti, ha aggiunto, «genereranno altra iperinflazione». Nel suo appello Ramos ha anche chiesto a tutti i sindacati di organizzare una serie di comitati in ogni stato al fine di porre le basi di uno sciopero generale in tutto il paese. Secondo l’opposizione, l’introduzione della nuova valuta, il bolívar sovrano, che è entrato in vigore lunedì 20 al posto del bolívar forte, ha prodotto «ira e frustrazione» nei cittadini per i prezzi esorbitanti dei beni di prima necessità. A questo proposito il governo ha pubblicato la lista dei prezzi concordati con i più grandi gruppi agroindustriali del paese per evitare manovre speculative. L’intesa riguarda venticinque prodotti di prima necessità.
Questa e altre misure, come l’aumento del salario minimo del 3500 per cento a partire dall’1 settembre e un’Iva passata dal 12 al 16 per cento, fanno parte del programma di ripresa economica voluto dal governo di Caracas. Il progetto si basa sulla tenuta della criptomoneta venezuelana denominata Petro, a sua volta legata al valore del barile di petrolio che attualmente è fissato a 3600 bolívar sovrani.

Da parte sua Maduro ha minacciato di arresto ieri sera imprenditori e commercianti che non rispetteranno i prezzi concordati nell’ambito del programma di ripresa e crescita economica. In un intervento radiotelevisivo tenuto a reti unificate, il presidente del Venezuela ha ribadito che sono stati presi accordi per il prezzo di 25 prodotti e ha invitato la popolazione a farli rispettare. «Vi chiedo — ha aggiunto rivolgendosi ai venezuelani — di segnalarmi coloro che violano gli accordi così da poter far intervenire il Sebin (Servicio bolivariano de inteligencia nacional) per farli arrestare».

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25 agosto 2019

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