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​López Obrador pronto
a guidare il Messico

· Alla vigilia dell’insediamento ·

Andrés Manuel López Obrador giura oggi come nuovo presidente del Messico. A 65 anni, l’ex sindaco di Città del Messico (2000-2005) si appresta quindi a iniziare il suo mandato di sei anni alla guida di un paese sempre più segnato da profonde contraddizioni. La cerimonia ufficiale di investitura si terrà presso il palazzo Legislativo di San Lázaro, davanti a ospiti speciali, tra cui capi di stato e di governo di circa quindici paesi, principalmente dell’America latina. Dopo la cerimonia di inaugurazione, ci sarà un ricevimento al palazzo Nazionale per ospiti speciali e un festival artistico e culturale nella piazza della Costituzione, dove sono invitati tutti i cittadini. La Spagna sarà rappresentata dal re Filippo vi, mentre la delegazione statunitense sarà guidata dal vicepresidente Mike Pence. Uscito vincitore lo scorso 1 luglio nelle elezioni con il 53 per cento delle preferenze, López Obrador ha promesso una «trasformazione del paese», che soffre di alti livelli di criminalità, povertà e disuguaglianza. Per questo ha annunciato un giro di vite sulla corruzione, nonché un programma di forte riduzione della spesa pubblica. Governerà fino al 30 novembre 2024, anni durante i quali vuole creare «una democrazia autentica» — ha detto — «basata su referendum e politiche di sviluppo, come nuove linee ferroviarie, opportunità di apprendistato per i giovani e una zona di investimento a bassa tassazione». Leader del partito di sinistra Morena, López Obrador ha criticato l’approccio militarizzato dei suoi predecessori alla crescente criminalità in Messico, dove circa 29.000 persone sono state uccise l’anno scorso. Si è impegnato poi a concedere amnistie per i condannati per reati minori, rafforzando al contempo le forze di sicurezza con la creazione di una Guardia Nazionale di 50.000 uomini.

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22 maggio 2019

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