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L’Onu studia un alleggerimento delle sanzioni alla Libia

· Trattative con il regime di Tripoli e con gli insorti per far fronte alla penuria di medicinali ·

Mentre la Nato smentisce di nuovo di aver fornito sostegni di terra agli insorti libici e mentre sul piano militare la situazione in Libia resta incerta, l’Onu sta discutendo tanto con il regime di Muammar Gheddafi quanto con il Consiglio nazionale transitorio (Cnt), l’organo di governo datosi dagli insorti, l’eventualità di alleggerire le sanzioni per far fronte alla penuria di medicinali. Fonti diplomatiche citate concordemente dalle agenzie di stampa internazionali hanno riferito che rappresentanti di Gheddafi e del Cnt hanno incontrato a Ginevra responsabili dell’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) per stilare delle liste di prodotti che potrebbero essere esentati dalle sanzioni, per prevenire una crisi umanitaria in Libia. La penuria di medicine e di prodotti base, come i vaccini, tanto nelle aree sotto il regime che in quelle controllate dagli insorti è stata segnalata da diverse organizzazioni umanitarie, oltre che dall’Oms stessa.

Nel frattempo, giungono nuove notizie di trattative tra i belligeranti libici. Il sito d’informazione Middle EastOnline ha riferito che una delegazione delle tribù libiche rimaste favorevoli a Gheddafi sta incontrando al Cairo <diversi esponenti dell’opposizione libica, specialmente quelli di Bengasi residenti al Cairo, per trovare una soluzione alla crisi e ripristinare la stabilità e la sicurezza economica».

Da parte sua, Gheddafi ha lanciato ieri, a sette giorni dal suo ultimo intervento, nuove minacce all’Europa, dicendosi pronto a inviarvi centinaia di attentatori suicidi se non s’interromperanno i raid della Nato. Il leader libico si è espresso in questo senso in un messaggio audio inviato a una folla di suoi sostenitori a Sebha, 750 chilometri a sud di Tripoli, nel cuore del deserto. Sul posto, secondo l’agenzia di stampa britannica Reuters, si erano radunate cinquantamila persone. Sempre ieri, migliaia di sostenitori di Gheddafi hanno manifestato nella piazza Verde di Tripoli, accogliendo l’invito rivolto da diversi iman a scendere in strada dopo la preghiera del venerdì per chiedere il jihad, la cosiddetta guerra santa.

Sul piano militare, fonti degli insorti hanno riferito che aerei della Nato hanno bombardato le forze fedeli a Gheddafi nell’area del villaggio di al Qawalish, sulle montagne occidentali a sud ovest di Tripoli, dove si sono ritirate sotto l’incalzare dell’offensiva dei ribelli, che nei giorni scorsi erano riusciti a spingersi fino a cinquanta chilometri a sud di Tripoli nell’ambito di una lenta avanzata verso la capitale su tre fronti.

Il protrarsi del conflitto accresce il numero dei profughi. In Tunisia arrivano ogni giorno in media seimila rifugiati dalla Libia, secondo quanto ha riferito in rappresentanza del ministero della Difesa tunisino il colonnello Mokhtar Ben Nasr. L’ufficiale ha fatto il punto sulla situazione alla frontiera con la Libia, che ha definito «stabile», aggiungendo che soltanto nella notte tra mercoledì e giovedì, nei diversi posti di frontiera tunisini, sono giunti 7.115 rifugiati, 6.850 dei quali di nazionalità libica, che sono stati avviati ai campi di Dehiba e Tataouine.

Per la settimana prossima, intanto, è attesa una missione a Bruxelles del segretario del Cnt, Mahmoud Jibril, che incontrerà mercoledì il presidente della Commissione europea, José Manuel Durão Barroso, e il segretario generale della Nato, Anders Fogh Rasmussen. Il giorno dopo, Jibril incontrerà il presidente del Consiglio europeo, Herman Van Rompuy, subito prima che questi si rechi al Cairo, dove sono previsti, sempre giovedì, suoi colloqui con le autorità nazionali egiziane e con il nuovo segretario della Lega araba, Nabil al Arabi. Nessun incontro, invece, è previsto questa volta tra Jibril e l’Alto rappresentante per la politica estera e di sicurezza dell’Ue, Catherine Ashton, che sarà impegnata a Washington per una riunione del Quartetto per il Medio Oriente (Onu, Ue, Russia e Stati Uniti).

Il portavoce della Commissione europea, Olivier Bailly, ha spiegato che gli incontri vanno visti nel contesto generale dei nuovi contatti che l’Europa sta stabilendo nel Maghreb. Al momento non sono però disponibili maggiori dettagli sui temi in agenda degli incontri, che saranno definiti a inizio settimana.

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