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L’Onu stringe
i tempi sulla Siria

· ​Riunione del Consiglio di sicurezza ·

La diplomazia internazionale sembra intenzionata a stringere i tempi per dare soluzione al conflitto siriano e alla sfida del cosiddetto Stato islamico (Is). 

Autobus usati come protezioni anti-cecchino  ad Aleppo (Afp)

 Ieri, il Segretario generale Ban Ki-moon, nella tradizionale conferenza stampa di fine anno, ha comunicato che domani, subito dopo il nuovo vertice sulla Siria tra le principali potenze, ci sarà una riunione del Consiglio di sicurezza, il che potrebbe implicare decisioni operative. «La Siria è una piaga aperta in Medio Oriente e nel mondo», ha aggiunto Ban Ki-moon, chiedendo di continuare a fare pressione per il cessate il fuoco e per l’inizio di negoziati miranti a una transizione politica già nel prossimo mese di gennaio. In risposta a una domanda sul futuro del presidente siriano Bashar Al Assad, uno dei punti che vede ancora su posizioni distanti i principali soggetti internazionali, a partire da Stati Uniti e Russia, Ban Ki-moon, ha detto che ogni decisione in merito spetta al popolo siriano, sottolineando comunque di ritenere «inaccettabile che la crisi siriana e la sua soluzione dipendano dalla sorte di un solo uomo».

Sui fronti di guerra, intanto, l’esercito governativo ha riconquistato Jabal Nuba, punto collinare strategico per il controllo delle linee di rifornimento tra il porto di Latakia e Aleppo. L’offensiva per riprendere Jabal Nuba, da tempo nelle mani delle milizie islamiste del Fronte Al Nusra, era cominciata settimane fa, con la copertura fornita dai caccia russi ai militari di Damasco.

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