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L’Onu sostiene l’intervento armato in Mali

· La Francia annuncia l’invio di truppe di terra in attesa del dispiegamento delle forze africane ·

La Francia ha avuto l’avallo dell’Onu all’intervento della sua aviazione  per fermare l’avanzata verso sud dei gruppi jihadisti che da mesi controllano il nord del Mali.  Il Consiglio di sicurezza ha  riconosciuto che l'azione francese è stata avviata  nell’ambito del diritto internazionale, in particolare alla luce dell’articolo 51 della Carta delle Nazioni Unite nel quale è previsto il diritto di legittima difesa, individuale o collettiva, nel caso di aggressione armata a uno Stato membro. Da parte sua,  il  Segretario generale dell’Onu, Ban Ki-moon, ha chiesto di accelerare il dispiegamento della prevista forza della Comunità economica degli Stati dell’Africa occidentale (Ecowas) pur sollecitando al tempo stesso un processo politico di riconciliazione nazionale. Il presidente francese François Hollande,  ha annunciato l’invio di truppe di terra  per rafforzare il dispositivo militare fino all’arrivo delle forze dell’Ecowas. Hollande ha anche riferito di nuovi raid aerei dell’aviazione francese effettuati con successo in nottata contro i gruppi jihadisti che ieri avevano occupato la città di Diabaly. Nel frattempo, dopo la Mauritania anche l’Algeria ha comunicato di aver chiuso il confine con il Mali. L’Algeria, che pure è tra i Paesi  contrari all’intervento armato in Mali, ha comunque autorizzato il  transito dei cacciabombardieri francesi nel  suo spazio  aereo.

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28 maggio 2018

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