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L'Onu si prepara a varare nuove sanzioni contro l'Iran

· La Russia conferma l'intesa su una bozza di risoluzione annunciata da Hillary Clinton ·

Il gruppo cinque più uno (i membri permanenti del Consiglio di sicurezza dell'Onu: Stati Uniti, Gran Bretagna, Francia, Russia e Cina; più la Germania) ha dato luce verde a una forte bozza di risoluzione sulle sanzioni all’Iran che prende di mira, tra l’altro, le istituzioni finanziarie iraniane comprese quelle che sostengono il potente corpo dei Guardiani della rivoluzione. «Russia e Cina sono a bordo», ha detto ieri sera il segretario di Stato Hillary Clinton con un annuncio a sorpresa in commissione Esteri del Senato poche ore prima che il testo con le nuove misure venisse fatto circolare in Consiglio di sicurezza dell'Onu. E questa mattina la conferma è venuta anche dal ministero degli Esteri russo, che ha reso noto che ieri c'è stata una conversazione telefonica tra il ministro Serghiei Lavrov e Hillary Clinton.

La nuova intesa, un colpo di scena all’indomani della firma a Teheran dell'accordo con Brasile e Turchia sul trasferimento di uranio in cambio di combustibile nucleare a fini medici, rappresenta «la risposta più convincente che potevamo dare agli sforzi intrapresi negli ultimi giorni a Teheran», ha detto la Clinton. La bozza di risoluzione estende l’embargo delle armi a otto tipi di armi pesanti tra cui i carri armati, impedisce a Teheran investimenti all’estero in settori sensibili e istituisce un regime di ispezioni dei cargo sospetti nei porti e in mare aperto. Hillary Clinton, parlando in Congresso, ha riconosciuto gli sforzi sinceri di Brasile e Turchia, e tuttavia ha anche evocato i «molti interrogativi irrisolti» che l’intesa sull’uranio ha posto alla comunità internazionale: «Non riteniamo che sia stato per caso che l’Iran abbia accettato mentre ci preparavamo ad andare avanti a New York».

Tuttavia «la porta della diplomazia con l’Iran rimane aperta»: lo ha detto l’ambasciatrice statunitense all’Onu Susan Rice uscendo dal Consiglio di sicurezza. Secondo la Rice, la bozza di risoluzione fatta circolare ieri «appoggia e non rimpiazza l’impegno diplomatico nei confronti dell’Iran». Anche l'ambasciatore cinese al Palazzo di Vetro, Li Baodong, ha precisato che la bozza di risoluzione contenente nuove sanzioni contro l’Iran, fatta circolare al Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite, «non equivale a chiudere la porta alla diplomazia». Il consigliere del presidente iraniano, Mojtaba Samareh-Hashemi, ha invece affermato che: «La bozza che verrà discussa al Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite non ha alcuna legittimità».

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