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L’Onu rinvia
i colloqui sulla crisi nello Yemen

· ​Oltre 130 morti nei combattimenti nella città portuale di Hodeidah ·

Distruzioni causate da raid sauditi nella capitale yemenita Sana’a (Ap)

Le Nazioni Unite hanno deciso di posticipare la ripresa dei colloqui di pace sullo Yemen, paese da sette anni nella morsa di un terribile conflitto. «Vi sono sempre diverse sfide nel riunire le parti in causa» ha dichiarato il portavoce delle Nazioni Unite, Farhan Haq. «Quello che stiamo provando a fare è risolvere qualsiasi questione in modo da avere un giro di negoziati di successo il prima possibile» ha aggiunto Haq. La situazione resta al momento bloccata a causa dei pesanti combattimenti in corso nell’area di Hodeidah, città portuale in mano ai ribelli huthi e sotto attacco da parte della coalizione internazionale a guida saudita che sostiene il governo legittimo del presidente Hadi. Nelle ultime 24 ore ci sono stati oltre 130 morti, la maggior parte dei quali ribelli. L’offensiva della coalizione è scattata lo scorso giugno. Hodeidah è una città strategica: attraverso di essa passa l’80 per cento degli aiuti destinati alla popolazione yemenita.

I combattimenti sul terreno e i bombardamenti aerei stanno minacciando la vita di migliaia di civili. La France Presse riferisce che ieri le forze della coalizione hanno conquistato il più grande ospedale di Hodeidah detenuto dai ribelli huthi. L’ospedale è la principale struttura della città con una piattaforma per l’atterraggio di elicotteri. Le truppe lealiste, sostenute dalle incursioni aeree saudite, sono entrate in città giovedì, conquistando terreno a sud e a est, e avanzando verso il porto. Sul terreno sono attive numerose ong internazionali. «L’assedio alla città potrebbe avere gravi ripercussioni ha detto Frédéric Bertrand, capo missione di Medici senza frontiere. «Ogni giorno sentiamo il suono di forti attacchi aerei e sparatorie in città» ha aggiunto.

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