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L’Onu punta
sul dialogo con Mosca

· Per rafforzare la tregua in Siria e rilanciare i negoziati ·

Pressing diplomatico dell’Onu per la tregua in Siria. L’inviato speciale delle Nazioni Unite, Staffan de Mistura, sarà in visita ufficiale domani a Mosca per incontrare il ministro degli esteri russo, Serghiei Lavrov. 

Siriani ad Aleppo in fuga dai bombardamenti (Afp)

A dare l’annuncio è il vice ministro degli esteri russo, Ghennadi Gatilov, precisando che durante la visita a Mosca di de Mistura sarà anche discussa la possibile creazione di una delegazione unica dell’opposizione siriana per i negoziati in programma a Ginevra a fine mese. Domani e dopodomani si svolgeranno invece ad Astana delle trattative a cui dovrebbero partecipare le due delegazioni dell’opposizione siriana e del governo di Damasco, i rappresentanti dei paesi garanti dei colloqui, cioè Russia, Iran e Turchia, e de Mistura. Saranno presenti anche i delegati della Giordania e, come osservatori, quelli degli Stati Uniti. Intanto, a livello militare, non si fermano le violenze. Al conflitto tra governativi e ribelli si mescolano non solo la lotta internazionale contro il cosiddetto stato islamico (Is), ma anche gli scontri tra i diversi gruppi estremisti, legati o ai ribelli o alle formazioni jihadiste. Decine di miliziani sono stati uccisi negli ultimi due giorni nel nord-ovest della Siria in combattimenti tra due raggruppamenti degli stessi insorti, secondo fonti di stampa locali. I combattimenti sono in corso a cavallo tra le province di Hama e di Idlib, in un territorio controllato da formazioni ribelli e da qaedisti del Fronte Fatah Al Sham (ex Fronte al Nusra). Secondo l’Osservatorio nazionale per i diritti umani in Siria, almeno 69 miliziani sono rimasti uccisi da ieri in bombardamenti, esplosioni, esecuzioni sommarie e scontri che hanno visto opporsi il raggruppamento Hayyaat Tahrir Al Sham, di cui fa parte Fatah Al Sham, e quello del Jund Al Aqsa. Esponenti di ciascuna delle due parti, parlando con l’agenzia Ap, hanno accusato i rivali di avere provocato i combattimenti.

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16 luglio 2019

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