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L’Onu punta a una transizione a Damasco

· Ban Ki-moon torna a chiedere l’intervento del Consiglio di sicurezza per fermare la guerra ·

Il varo di un Governo di transizione in Siria è l’obiettivo dichiarato della conferenza internazionale di pace, conosciuta come Ginevra 2, fissata dopo molti rinvii per il prossimo 22 gennaio. Lo ha detto esplicitamente ieri l’inviato speciale per la Siria dell’Onu e della Lega araba, Lakhdar Brahimi, secondo il quale  la  formazione di un’autorità governativa di transizione sarà appunto «uno degli  elementi più importanti su cui si dovrà trovare un accordo durante  la conferenza».

Sul conseguimento di un tale risultato permangono peraltro molti dubbi.  Russia e  Stati Uniti —  promotori insieme con le Nazioni Unite della conferenza Ginevra 2 — sembrano infatti lontani da una posizione comune.  E questo a fronte di una situazione sul terreno segnata da continui inasprimenti delle violenze.

Il  Segretario generale dell’Onu, Ban Ki-moon, è tornato a chiedere  un’azione del Consiglio di sicurezza per fermare quello che ha definito un disastro che minaccia l’intera regione mediorientale. Ma sul tipo di azione da intraprendere  le posizioni delle diplomazie internazionali restano distanti, come confermano diversi interventi delle ultime ore.

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