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L’Onu preme
per la pace in Siria

· Timori del segretario generale Guterres per le tensioni tra Russia e Stati Uniti ·

Arrivare a una soluzione politica della crisi siriana è un obiettivo di cruciale importanza per la comunità internazionale. A ribadirlo è stato ieri il segretario generale dell’Onu, António Guterres, che si è detto «molto preoccupato» per le tensioni tra Stati Uniti e Russia. «Spero fortemente in una de-escalation, poiché questo tipo di incidenti rappresentano un grande pericolo» ha sottolineato il segretario generale, commentando l’abbattimento di un drone da parte degli Stati Uniti.

Guterres ha messo l’accento soprattutto sulla questione dei rifugiati causati dal conflitto. «La protezione dei rifugiati non è una questione di generosità o solidarietà, è un obbligo previsto dalle leggi internazionali» ha detto. «I rifugiati stanno diventando obiettivi, ma non sono terroristi, sono le prime vittime del terrorismo» ha aggiunto il segretario generale. «Vediamo tanti esempi di solidarietà nel mondo ma allo stesso tempo sempre più rifugiati respinti, sempre più frontiere chiuse, e questo è molto preoccupante» ha continuato, affermando che «non bisogna fermare rifugiati, ma fermare i conflitti che li producono».

Intanto, la situazione sul terreno in Siria si fa sempre più complessa e tesa. Lo ha sottolineato anche il ministro degli esteri russo, Serghiei Lavrov, che ieri è intervenuto nuovamente sui recenti incidenti tra l’esercito siriano, sostenuto da Mosca, e le forze statunitensi che invece appoggiano i curdi in chiave anti-Is. «L’equilibrio in Siria è molto fragile e se tutti noi siamo onesti e guidati dall’obiettivo di combattere il terrorismo avremo ragioni per evitare che la situazione degeneri nel caos ed evitare incidenti non prevedibili» ha detto il ministro Lavrov in una conferenza stampa a Mosca con il suo omologo francese Jean-Yves Le Drian.

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