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L’Onu non trova una linea comune sull’adesione della Palestina

Il comitato del Consiglio di sicurezza dell’Onu incaricato di formulare una raccomandazione sulla richiesta di adesione della Palestina come Stato membro delle Nazioni Unite a tutti gli effetti non è riuscito a raggiungere una posizione unanime. Lo ha riferito ieri l’agenzia di stampa britannica Reuters che ha ottenuto una copia della bozza del documento messo a punto. Nel testo si legge che nelle riunioni del comitato delle ammissioni dei nuovi membri, organo del Consiglio di sicurezza, «sono state espresse delle opinioni divergenti», la cui versione finale sarà presentata venerdì a una riunione del Consiglio di sicurezza dedicato alla candidatura della Palestina. Il rapporto non precisa quali siano i Paesi che hanno sostenuto la candidatura palestinese e quelli contrari e non indica se si sia formata una maggioranza in un senso o nell’altro. Secondo fonti diplomatiche occidentali, i palestinesi non avrebbero comunque i nove voti su quindici necessari affinché il Consiglio di sicurezza possa formulare una raccomandazione positiva. L’ammissione all’Onu di nuovo membri è sottoposta al voto dell’Assemblea generale che ha bisogno però prima dell’approvazione del Consiglio di sicurezza. L’iter della richiesta palestinese all’Onu è iniziato il 23 settembre scorso quando è stata depositata la candidatura dal presidente dell’Autorità palestinese (Ap), Abu Mazen. Israele e gli Stati Uniti si sono opposti, affermando che bisogna prima di tutto riprendere i negoziati diretti fra Israele e Ap.

In merito, ieri è stato comunicato che gli inviati del Quartetto per il Medio Oriente (Onu, Unione Europea, Russia e Stati Uniti) incontreranno lunedì prossimo a Gerusalemme, separatamente, i rappresentanti d’Israele e dell’Ap. La portavoce del dipartimento di Stato americano, Victoria Nuland, ha specificato che le parti saranno esortate a presentare proposte concrete sui temi in discussione.

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20 giugno 2019

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