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L’Onu estende
l’operazione Sophia
contro il traffico di armi
in Libia

· Intanto salgono a 653 le vittime a seguito dell’offensiva per la conquista di Tripoli ·

Nave spagnola impegnata nell’Operazione Sophia (Epa)

Il Consiglio di Sicurezza dell’Onu ha approvato all’unanimità una risoluzione che estende per un anno l’Operazione Sophia dell’Unione europea (Eunavfor med - operation Sophia), messa in campo nel 2015 per combattere il contrabbando di armi nelle acque internazionali al largo delle coste della Libia. Il mandato, che quindi rimarrà in vigore almeno sino al 2020, era stato già rinnovato una serie di volte — l’ultima a marzo di quest’anno — permettendo ai responsabili dell’operazione di ispezionare imbarcazioni nel Mediterraneo sospettate di trasportare armi. «In marzo i Paesi dell’Unione europea hanno esteso il mandato della missione navale ma hanno preso la singolare iniziativa di limitare le operazioni rifiutando di consentire il dispiegamento di unità navali», aveva denunciato lo scorso 17 maggio il segretario generale delle Nazioni Unite, António Guterres, in un rapporto consegnato al Consiglio di sicurezza dell’Onu. Nella nota ribadiva inoltre l’importanza di prevenire la proliferazione di armi in Libia, esortando tutti i paesi membri a perseguire l’autorizzazione concessa alle autorità marittime europee lo scorso giugno di imporre un embargo sulle armi al largo delle coste libiche, passaggio fondamentale per ridimensionare il conflitto in corso e per ristabilire la stabilità nel paese.

Dello stesso parere è il vice-ambasciatore Onu della Germania, Juergen Schulz, che ieri ha dichiarato che «la fornitura di armi apparentemente illimitata alimenta l’errata convinzione che ci sia una soluzione militare del conflitto e contribuisce alla mancanza di volontà degli attori di concordare un cessate il fuoco e riprendere il processo politico». Nel frattempo, l’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) ha fatto sapere tramite un tweet che la conta dei morti in Libia ha raggiunto il numero di 653 dall’inizio degli scontri a Tripoli, mentre i feriti sono stati 3547.

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21 luglio 2019

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