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​L’Onu denuncia l’uso di armi chimiche

· ​Nel Ghouta orientale ·

Si fa di ora in ora sempre più critica la situazione nel Ghouta orientale, il sobborgo di Damasco assediato dalle truppe di Assad. Secondo attivisti e fonti mediche locali, nelle ultime 24 ore sono morti più di ottanta civili nei raid aerei. L’Onu ha accusato ieri il governo siriano di aver fatto ricorso ad armi chimiche. 

Un bambino ferito in un bombardamento nel Ghouta orientale (Afp)

La Commissione delle Nazioni Unite incaricata di indagare sui crimini di guerra in Siria ha infatti pubblicato un rapporto che conterrebbe le prove di almeno tre attacchi chimici compiuti a luglio nel Ghouta orientale. Il rapporto ricorda che «l’uso di queste armi è proibito indipendentemente dal bersaglio militare». Secondo fonti locali, un altro attacco chimico avrebbe avuto luogo nella notte ad Hamuriyeh, sempre nel Ghouta orientale, con «oltre 30 casi di soffocamento, tra cui donne, bambini e volontari della protezione civile».
Il documento dell’Onu contiene anche una denuncia dell’Unicef sulle disperate condizioni in cui si trovano i bambini in quelle aree del paese. Secondo l’agenzia Onu per l’infanzia, è infatti diventato normale per i minori vivere sottoterra, nei rifugi improvvisati contro i bombardamenti. Ma non solo. «Il conflitto nel Ghouta — si legge nel rapporto — è stato caratterizzato da strumenti e metodi di guerra sempre più cinici, che hanno portato ai peggiori casi documentati di malnutrizione nel corso del conflitto siriano».

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