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L’Onu denuncia le violenze ad Aleppo

· Mentre Mosca annuncia la fine delle operazioni militari e la liberazione della città ·

L’agonia di Aleppo è senza fine, anche se ieri Mosca ha annunciato lo stop delle armi e la liberazione della città. Secondo alcune fonti, i combattimenti continuano in diverse parti del centro abitato. Migliaia di civili sono bloccati: non hanno mezzi per uscire dalla città e per recarsi in sicurezza nei campi di soccorso allestiti dalle organizzazioni umanitarie mentre vine posticipata l’evacuazione prevista dal governo, anche sullo sfondo della ripresa dei bombardamenti.

L’Onu denuncia che decine di civili sarebbero stati trucidati dai militari siriani che hanno riconquistato la città. Accuse smentite da Damasco e da Mosca. Tra le circa 200 vittime registrate nelle ultime ore del conflitto, stando a quanto riferito dai media locali, ci sarebbe anche lo staff medico dell’ospedale Al Hayat, colpito da bombe. E fonti dell’Onu a Ginevra parlano di «almeno 82 civili uccisi nelle loro case ad Aleppo est con totale mancanza di umanità». Quella di Aleppo è «una situazione disastrosa, che fa male al cuore» ha dichiarato ieri il cancelliere tedesco, Angela Merkel, in una dichiarazione congiunta con il presidente francese, François Hollande, dove si parla di almeno «120.000 ostaggi sotto le bombe: non lasceremo nulla di intentato presso il regime siriano, ma anche Russia e Iran» hanno sottolineato i due leader, perché «la popolazione civile venga protetta e il sostegno umanitario possa essere assicurato». Per Aleppo, hanno aggiunto, «il messaggio è chiaro ed è un messaggio molto semplice: si deve intraprendere tutto il possibile affinché la popolazione possa essere evacuata senza essere vittima di repressione».

Tutto questo accade anche se, come detto, l’ambasciatore russo all’Onu, Vitaly Churkin, nel corso di una riunione d’emergenza del Consiglio di sicurezza, ha comunicato ufficialmente «la fine delle operazioni militari».

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18 ottobre 2019

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