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L’Onu denuncia i rischi
delle rotte verso la Spagna

· Fra le criticità ci sono la carenza di fondi e la mancanza di alloggi per i migranti ·

La Spagna non ha le risorse né le capacità per far fronte all’ondata crescente di arrivi di migranti. Questo l’allarme lanciato ieri dall’ufficio dell’Alto commissario dell’Onu per i rifugiati (Unhcr), dopo che nella sola giornata di mercoledì la guardia costiera iberica ha soccorso quasi 600 persone nell’area dello Stretto di Gibilterra.

Migranti tentano di entrare a Ceuta (Reuters)

Maria Jesus Vega, portavoce di Unhcr per la Spagna, ha spiegato che fra le principali criticità ci sono la carenza di fondi delle forze di polizia iberiche, oltre alla mancanza di interpreti e di alloggi per ospitare i nuovi arrivati. In totale sono 9300 i migranti arrivati in Spagna via mare quest’anno, per lo più dal Marocco e in piccola percentuale dall’Algeria, ai quali si aggiungono i 3500 che sono riusciti a entrare nelle enclave di Ceuta e Melilla.

Intanto, la polizia marocchina in coordinamento con quella spagnola ha sventato ieri un nuovo tentativo di assalto alla frontiera di Ceuta da parte di circa 300 migranti irregolari subasahariani. Il nuovo tentativo di sfondamento è avvenuto proprio nel giorno della riapertura del valico di Tarajal fra l’enclave spagnola e il Marocco, chiuso dopo tre tentativi di assalto in massa la settimana scorsa. I migranti sono stati dispersi dagli agenti marocchini prima di arrivare al confine.

Nelle ultime ore sono stati salvati nel Canale di Sicilia 235 migranti su due diverse imbarcazioni, ma si conferma una netta diminuzione di partenze dalla Libia verso l’Italia. A luglio, rispetto a un anno fa, gli sbarchi di migranti provenienti dalla Libia si sono dimezzati (11.459 sbarcati contro 23.552). Ad agosto il calo è stato ancor più netto. Nell’ultima settimana si contano 544 salvataggi contro 1750 dell’analogo periodo.

E sempre oggi, all’alba, la polizia ha sgomberato 2200 migranti da Porte de La Chapelle, a nord di Parigi. I migranti sono stati redistribuiti in 18 centri sparsi in tutta la regione dell’Île-de-France. Un gruppo è stato accompagnato in un nuovo campo a Porte de Versailles, a sudest della capitale. L’operazione ha provocato un’ondata di proteste da parte dei residenti e dei rappresentanti locali.

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