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L’Onu tenta di soccorrere le popolazioni siriane

· Ponte aereo del Programma alimentare mondiale per far fronte all’emergenza umanitaria a Qamishli ·

New York, 5. Le agenzie dell’Onu provano a intensificare gli interventi in soccorso delle popolazioni siriane, pesantemente ostacolati dall’insuccesso dell’iniziativa per l’apertura di corridoi umanitari nella prima tornata della conferenza internazionale Ginevra 2. 

In attesa della riapertura dei negoziati, fissata per lunedì prossimo, l’emergenza si aggrava ogni giorno, anche se alcune iniziative riescono in parte a mitigarla. È il caso del ponte aereo, ‘'unico attualmente in atto in Siria, avviato ieri dal Programma alimentare mondiale (Pam) dell’Onu tra l’Iraq e la città di Qamishli, nel nord-est del Paese. La portavoce del Pam, Elisabeth Byrs, ha spiegato che è incominciata la distribuzione di cibo sufficiente per sfamare per un mese circa trentamila sfollati, che altrimenti sarebbero tagliati fuori dall’assistenza umanitaria.

Dai fronti di guerra, intanto, le parti belligeranti — l’esercito governativo e i diversi gruppi ribelli, spesso in lotta anche tra loro — continuano a riferire di vittime civili, in paricolare nella zona di Aleppo.

Nel frattempo, in un rapporto sul conflitto siriano diffuso ieri sera, il segretario generale dell’Onu, Ban Ki-moon, accusa tanto il Governo di Damasco quanto i gruppi ribelli di gravissime violenze sui bambini, arruolati a forza, torturati e usati come scudi umani. 

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