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L’Onu chiede il rispetto
dei migranti

· E in Sicilia un peschereccio trova nella rete un cadavere ·

L’Onu lancia un appello a tutti «i paesi di destinazione, di transito e di origine dei flussi migratori», affinché si assumano il dovere di gestire il fenomeno sulla base di valori e principi universalmente riconosciuti dalla comunità internazionale. Un monito che tuona ancora più impetuoso nei giorni in cui all’occidente viene chiesto di fare i conti con le terribili immagini dell’annegamento di una bambina di 2 anni e di suo padre, migranti, nel Rio Grande e quelle dei 40 passeggeri esausti rimasti in attesa sul ponte della Sea Watch al largo di Lampedusa. E nei giorni in cui un peschereccio, al largo di Sciacca, nell’Agrigentino, invece di trovare pesci nella rete, ha trovato il cadavere di un povero sconosciuto, una sorta di tragico monumento al migrante ignoto.

La vicenda della Sea Watch è intanto ancora lontana dalla soluzione, fra strategie politiche e fuga dalle responsabilità. Ieri, dopo che il comandante Carola Rackete aveva forzato l’alt della Guardia costiera entrando in acque italiane, il governo italiano aveva lanciato un appello agli stati europei affinché i migranti fossero redistribuiti. In particolare, il ministro dell’interno Salvini si era rivolto all’amministrazione olandese, nazione di provenienza della nave in questione, la quale però si è detta non disponibile ad accogliere i profughi. La tensione è andata aumentando fino a stamattina, quando uno spiraglio di luce è arrivato dalle porte che si sono aperte in alcuni stati disposti a ricevere i richiedenti asilo. È quanto riferiscono fonti della Farnesina, informando che un lavoro sinergico portato avanti in queste ultime ore dal ministero degli esteri e dalla Commissione europea ha permesso di individuare in Francia, Germania, Lussemburgo, Portogallo (e forse altri stati membri) la disponibilità ad accogliere. In attesa di una conferma, da Berlino ha parlato Reiner Breul, portavoce del ministero degli esteri tedesco: «Anche il governo italiano ha interesse a una soluzione europea del problema dei migranti e lavora al salvataggio di vite umane. Non è utile in questo momento puntare il dito sull’Italia». Oggi è anche giunta la notizia che la procura di Agrigento ha iscritto Carola Rackete nel registro degli indagati per favoreggiamento dell’immigrazione clandestina e per “rifiuto di obbedienza a nave da guerra”.

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19 ottobre 2019

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