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L’Onu cerca strategie
sull’immigrazione

· ​Al via l’Assemblea generale che vedrà due summit di alto livello su migranti e rifugiati ·

La gestione dei flussi migratori e l’emergenza, a essa strettamente legata, in molte parti del mondo sarà al centro della 71ª Assemblea generale delle Nazioni Unite, che si apre oggi a New York. 

 Sul tema si svolgeranno due distinti summit di alto livello: il primo, organizzato dal segretario generale Ban Ki-moon, è in calendario per il prossimo 19 settembre, mentre il secondo, convocato dal presidente statunitense Barack Obama, si terrà il giorno successivo. Nel primo vertice tutti i Paesi saranno chiamati ad adottare una serie di impegni per migliorare la protezione dei migranti e dei rifugiati, già concordati in un pre-vertice lo scorso 2 agosto. Una volta adottati, questi impegni costituiranno la Dichiarazione di New York. Faranno parte della Dichiarazione anche due documenti che apriranno la strada all’adozione finale del Global Compact nel 2018: uno sui rifugiati e l’altro sui migranti. Il Global Compact è un’iniziativa delle Nazioni Unite nata per incoraggiare le aziende di tutto il mondo ad adottare politiche sostenibili e nel rispetto della responsabilità sociale d’impresa e per rendere pubblici i risultati delle azioni intraprese. Nella Dichiarazione di New York gli Stati membri dovranno assumersi impegni comuni, tra cui: la lotta contro lo sfruttamento, il razzismo e la xenofobia; il salvataggio delle persone in fuga; la garanzia di procedure di frontiera eque e in linea con il diritto internazionale — la Convenzione sui rifugiati del 1951, i diritti umani e il diritto umanitario. Nella Dichiarazione è posta anche un’attenzione specifica ai bisogni di donne, bambini e delle persone che necessitano di assistenza sanitaria, il riconoscimento e l’incoraggiamento degli apporti positivi dei migranti e dei rifugiati allo sviluppo sociale, la garanzia che il benessere di migranti e rifugiati rappresenti la priorità nei progetti di sviluppo, la garanzia di un finanziamento adeguato, flessibile e prestabilito. La necessità di una risposta immediata e concreta all’emergenza globale dell’immigrazione è resa evidente dalle cifre: nel mondo — stando alle Nazioni Uniti — ci sono 244 milioni di persone in fuga da guerra e miseria. 

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14 ottobre 2019

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