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L’Onu auspica la ripresa
dei colloqui sulla Siria

· A settembre possibile incontro tra governo e opposizione ·

I colloqui di Ginevra sulla Siria potrebbero riprendere entro ottobre. Lo ha annunciato ieri l’inviato speciale dell’Onu per la Siria, Staffan de Mistura. Nonostante i molti round di negoziati che si sono susseguiti, il governo e l’opposizione siriana non sono riusciti finora ad avviare colloqui diretti che gettino le basi per una soluzione politica del conflitto in Siria.

Le due parti, stando a quanto dichiarato dall’inviato Onu, potrebbero incontrarsi in via preliminare a Ginevra il prossimo mese, a pochi giorni dall’assemblea generale dell’Onu che riunirà i leader di tutto il mondo dal 19 settembre a New York, al palazzo di Vetro.

«Possiamo concentrarci sull’agenda in vista di reali, concreti negoziati che speriamo avranno luogo a ottobre» ha detto de Mistura, secondo cui le operazioni per la liberazione di Raqqa dai miliziani del cosiddetto stato islamico (Is) potrebbero continuare fino ad allora, anche se sono stati registrati notevoli progressi sul campo. Il diplomatico italo-svedese ha inoltre auspicato che i gruppi di opposizione proseguano nel loro impegno di unirsi in un’unica piattaforma che possa negoziare con il governo. Ha poi dichiarato che Russia e Iran — i principali sostenitori del presidente Bashar al Assad — dovrebbero «usare la loro influenza per spingere il governo ad avviare negoziati concreti».

Sempre nel briefing di ieri, l’inviato ha ricordato che il ministero degli esteri russo ha proposto nei giorni scorsi di dispiegare «unità militari per creare dei corridoi sicuri per la fornitura degli aiuti umanitari dell’Onu». Cinquanta camion «sono riusciti ad arrivare nella città di Duma» con il contributo delle forze militari russe. «Mi aspetto che questa divenga la modalità standard» ha commentato de Mistura.

Intanto, in Iraq le violenze non conoscono tregua. L’artiglieria e l’aviazione irachena hanno avviato nelle ultime 24 ore un’intensa campagna aerea contro postazioni dell’Is nel nord-ovest dell’Iraq, nell’ambito dell’annunciata offensiva contro Tellafar, ultimo bastione jihadista nella regione di Mosul. Le truppe di Baghdad sono attestate a circa 15 chilometri a sud-ovest di Tellafar. Due mesi fa era stata annunciata la riconquista di Mosul, capoluogo della regione di Ninive e roccaforte dell’Is dal 2014 al 2017.

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07 dicembre 2019

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