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L’Onu approva
l’intesa con l’Iran

· ​Washington tenta di rassicurare Israele e Arabia Saudita ·

All’unanimità il Consiglio di sicurezza dell’Onu ha dato ieri luce verde all’accordo sul nucleare iraniano raggiunto a Vienna tra il gruppo cinque più uno e l’Iran. Si tratta di un «chiaro messaggio» di sostegno internazionale all’approccio negoziale, ha affermato il presidente degli Stati Uniti, Barack Obama, che però deve ancora convincere e rassicurare i suoi alleati in Medio oriente, in particolare Israele e Arabia Saudita, e per questo ha avviato una robusta offensiva diplomatica inviando nella regione il capo del Pentagono, Ashton Carter, e il segretario di Stato, John Kerry. Approvando una risoluzione che recepisce l’accordo, il Consiglio di sicurezza ha stabilito che le sanzioni contro Teheran attualmente in vigore verranno gradualmente rimosse, ma anche che saranno subito ripristinate se l’Iran violerà l’intesa. È stato invece mantenuto per cinque anni l’embargo sulle armi e per otto quello sulla tecnologia necessaria per i missili balistici. «Una delle ragioni per cui l’accordo è positivo, è che non fa nulla per impedire l’opzione militare, che permane e viene migliorata costantemente» ha sottolineato Carter arrivando ieri in Israele, prima tappa di un viaggio che lo porterà anche in Arabia Saudita e Giordania. Il premier israeliano, Benjamin Netanyahu, ha però ribadito tutta la sua contrarietà all’intesa di Vienna. Anche la tappa saudita si preannuncia tutt’altro che facile per Carter. Secondo gli analisti, Riad, come i suoi vicini del Golfo persico, teme un Iran che potrebbe presto disporre di beni, per oltre 100 miliardi di dollari, finora congelati con le sanzioni.

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22 marzo 2019

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