Avviso

Questo sito utilizza cookies...
I cookies sono piccoli file di testo che aiuto a migliorare la sua esperienza di navigazione nel nostro sito. Navigando in ogni parte di questo sito lei autorizza l'utilizzo dei cookies. Maggiori informazioni sulla policy dei cookies visualizzando le Condizioni di utilizzo.

L’Onu approva il Global Compact sui rifugiati

· ​Al palazzo di Vetro solo Stati Uniti e Ungheria votano contro ·

L'Assemblea generale delle Nazioni Unite ha approvato ieri il Global Compact sui rifugiati. Solo gli Stati Uniti e l’Ungheria hanno votato contro il documento, che rappresenta il primo accordo internazionale sulle migrazioni a livello complessivo. Tre paesi (Repubblica Dominicana, Eritrea e Libia) si sono astenuti, mentre altri non hanno partecipato al voto. La settimana scorsa, in una conferenza intergovernativa a Marrakech, in Marocco, era stato firmato il Global Compact sui migranti. Come quello sui migranti, il Global Compact sui rifugiati non è un accordo vincolante. Non si tratta di una convenzione o di un trattato. È un documento che ha lo scopo, attraverso suggerimenti e proposte, di rafforzare la cooperazione tra i paesi. «Nessun paese dovrebbe essere lasciato da solo di fronte a massicci arrivi di rifugiati» ha dichiarato l’Alto commissario delle Nazioni Unite per i rifugiati Filippo Grandi. «Le crisi dei rifugiati richiedono una condivisione globale delle responsabilità, e il patto è una potente espressione di come possiamo lavorare insieme nel frammentato mondo di oggi». Il Global Compact ha le sue fondamenta nell’attuale sistema normativo internazionale sui rifugiati, sui diritti umani e il diritto umanitario, in particolare la Convenzione sui rifugiati del 1951. È il risultato di due anni di ampie consultazioni condotte dall’Unhcr con gli stati membri, le organizzazioni internazionali, i rifugiati, la società civile, il settore privato ed esperti del settore. «Il patto traduce l’idea della condivisione delle responsabilità in misure pratiche e concrete, per garantire che i rifugiati non siano tenuti in ostaggio dai capricci della politica» ha affermato Grandi. «Fornisce il riconoscimento, atteso da tempo, che i paesi che ospitano un gran numero di rifugiati offrono un enorme servizio a tutta l’umanità e stabilisce in che modo il resto del mondo può contribuire a condividere il peso di questa responsabilità».

Tecnicamente, il Global Compact sui rifugiati prevede investimenti — sia dai governi che dal settore privato — per rafforzare ulteriormente le infrastrutture e i servizi a beneficio sia dei rifugiati che delle comunità ospitanti. Incentiva politiche e misure che consentano ai rifugiati di accedere all’istruzione e condurre una vita produttiva durante il periodo in cui sono in esilio.

EDIZIONE STAMPATA

 

IN DIRETTA

Piazza S. Pietro

14 dicembre 2019

NOTIZIE CORRELATE