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Londra espelle diplomatici russi

· Riunione di emergenza all’Onu sul caso dell’ex agente avvelenato a Salisbury ·

Le squadre speciali britanniche a Salisbury  (Ap)

È scontro aperto tra Mosca e Londra sul caso della ex spia russa Serghei Skripal e di sua figlia avvelenati a Salisbury. Parlando ai comuni, il premier britannico Theresa May ha annunciato oggi l’espulsione di 23 diplomatici russi, ha revocato ogni invito o visita del ministro degli esteri, Sergej Lavrov, e ha annunciato che non vi saranno delegazioni ufficiali né rappresentanti della famiglia reale ai Mondiali di calcio in Russia. May ha inoltre chiesto una riunione d’urgenza delle Nazioni Unite sulla vicenda.

Con una nota è intervenuta oggi anche la Nato, che ha chiesto alla Russia di «rispondere alle richieste» della Gran Bretagna sul caso dell’ex spia avvelenata il 4 marzo scorso. Oggi il rappresentante britannico presso l’Alleanza atlantica ha informato i colleghi dell’attacco definito dagli alleati «una chiara violazione delle norme e degli accordi internazionali». L’Unione europea è a fianco alla Gran Bretagna: lo ha detto un portavoce della Commissione durante un incontro con la stampa.

Immediata la replica di Mosca. La Russia «non c’entra nulla» con il caso Skripal: queste le parole del portavoce del Cremlino, Dmitri Peskov, che ha aggiunto che «il linguaggio usato da Londra, quello degli ultimatum, è inaccettabile». Secondo Peskov, «la Gran Bretagna non ha prove della colpevolezza di Mosca». Scadeva infatti oggi l’ultimatum di Londra al governo russo per dare maggiori chiarimenti sul caso.

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23 marzo 2019

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