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​Londra dice no all’odio e alla violenza

· ​Cameron e Corbyn onorano insieme la deputata laburista ed europeista assassinata a Birstall ·

Il giorno dopo il terribile assassinio della deputata laburista ed europeista Jo Cox, la Gran Bretagna si stringe nel dolore e nella riflessione. Il primo ministro, David Cameron, e il leader del partito laburista, Jeremy Corbyn, si sono riuniti ieri nel pomeriggio a Birstall, il villaggio del North Yorkshire dove Cox è stata aggredita mortalmente. I due hanno deposto mazzi di fiori sul luogo dell’omicidio. 

«Non permetteremo alla gente che sparge odio e veleno di dividere la nostra società» ha detto Corbyn. «Rafforzeremo la nostra democrazia e la libertà di espressione». Sulla stessa linea Cameron: «Dove assistiamo all’odio, dove assistiamo alle divisioni, dove assistiamo all’intolleranza, li dobbiamo estirpare, dobbiamo scacciarli dalla nostra vita politica, dalla nostra vita pubblica, dalle nostre comunità». A meno di una settimana dal voto sulla Brexit, l’eventuale uscita della Gran Bretagna dall’Unione europea, il premier conservatore ha esortato «a raddoppiare gli sforzi» per difendere i valori democratici, di cui «la tolleranza costituisce la base». Il Parlamento di Westminster si riunirà in seduta straordinaria lunedì prossimo per ricordare l’impegno politico e la personalità di Cox. Intanto, Tommy Mair, il killer di Cox, è comparso oggi di fronte ai giudici per la formalizzazione delle accuse. «Morte ai traditori, Gran Bretagna libera» sono state le prime parole rivolte dall’uomo ai giudici della Westminster Magistrates Court che gli chiedevano di dire il suo nome. Cinquantadue anni, Mair, che due giorni fa ha ucciso Cox urlando «Britain first», è stato torchiato per ore ieri dagli inquirenti che stanno cercando di ricostruirne il profilo, a cavallo tra il fanatismo politico e lo squilibrio mentale. È stato formalmente accusato di omicidio.
Dal suo passato — in base alle voci diffuse dalla stampa — emergono con chiarezza simpatie per i neonazisti americani. Nel 1999 comprò da National Alliance, organizzazione neonazista statunitense, un manuale con istruzioni su come costruire una pistola, esplosivi rudimentali e bottiglie incendiarie. Per le autorità britanniche, Mair era «un impegnato sostenitore» di National Alliance, un movimento politico razzista, che teorizza «la supremazia della razza bianca»; è seguito da 2500 simpatizzanti e risulta aver cessato le attività nel 2013.

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