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Londra avvia la Brexit

· ​May conferma l’uscita dal mercato unico ·

L’ambasciatore britannico consegna la lettera a Tusk (Reuters)

È stata consegnata la lettera con la quale il Regno Unito ha avviato l’uscita dall’Unione, secondo le indicazioni dell’articolo 50 del Trattato di Lisbona. Il premier britannico Theresa May dichiara che «Londra lascia l’Unione ma non abbandona l’Europa». E conferma l’uscita dal mercato unico, promettendo però impegni comuni in tema di ricerca. Da parte sua, il presidente del consiglio europeo, Donald Tusk, conferma che «non si può parlare di giorno felice».Alle 13.20 l’ambasciatore britannico Tim Barrow ha consegnato la richiesta di avvio dell’iter al presidente del Consiglio europeo, Donald Tusk. a que May ha parlato alla camera dei comuni, sottolineando che il governo intende rappresentare «non solo gli interessi di chi ha votato per la Brexit, ma anche di chi ha votato contro, oltre agli interessi dei tre milioni di cittadini europei che hanno fatto della Gran Bretagna la loro casa». Ma May ha toccato anche alcuni punti precisi come quello del possibile ruolo durante i negoziati della Corte europea di giustizia: May ha detto che decade la legittimità della Corte su cittadini britannici. 

In un’intervista alla Bbc, è intervenuto il Cancelliere dello scacchiere britannico, Philip Hammond, per chiarire che Londra non vuole «scegliere a piacimento» cosa mantenere e cosa rifiutare nelle trattative con l’Europa. Hammond ribadisce la linea di May: uscita dal mercato unico e fine della adesione a pieno titolo all’unione doganale.
A guidare i negoziati da parte di Bruxelles sarà Michel Barnier, che dovrà ricevere formale mandato durante il vertice previsto il 29 aprile tra i 27. Barnier oggi si è incontrato a La Valletta con Joseph Muscat, primo ministro di Malta, paese presidente di turno dell’Ue. È stata l’occasione per sottolineare che «la Ue cercherà di stabilire un accordo equo per il futuro a lungo termine dei membri dell’Unione» e per affermare che il negoziato della Ue con il Regno Unito «dovrebbe essere equo per entrambe le parti, ma è imperativo che l’appartenenza alla Ue emerga come l’opzione superiore per avere un rapporto con l’Unione europea».  

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21 marzo 2019

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