Avviso

Questo sito utilizza cookies...
I cookies sono piccoli file di testo che aiuto a migliorare la sua esperienza di navigazione nel nostro sito. Navigando in ogni parte di questo sito lei autorizza l'utilizzo dei cookies. Maggiori informazioni sulla policy dei cookies visualizzando le Condizioni di utilizzo.

Lo Zingarelli e il Devoto-Oli

Cent’anni l’uno e cinquanta l’altro: a compierli sono i due vocabolari italiani più diffusi, lo Zingarelli e il Devoto-Oli. E va aggiunto che non dimostrano affatto le loro età, stando alle edizioni rinnovate pubblicate per l’occasione: con 145.000 voci fra cui mille parole o significati nuovi il primo, curato oggi da Mario Cannella e Beata Lazzarini (Bologna, Zanichelli, 2017, pagine 2688, euro 82,50), mentre raccoglie 75.000 voci e 1500 neologismi il secondo, rinnovato da Luca Serianni e Maurizio Trifone (Firenze, Le Monnier, 2017, pagine 2559, euro 59 fino al 31 dicembre). Molto curate dal punto di vista editoriale, le opere sono entrambe corredate da versioni digitali ricchissime. Lo Zingarelli mette infatti a disposizione del lettore anche l’Enciclopedia Zanichelli, il vocabolario della Crusca nella prima edizione del 1612 e il classico Dizionario della lingua italiana di Niccolò Tommaseo e Bernardo Bellini, uscito tra il 1861 e il 1874. La versione elettronica del nuovo Devoto-Oli offre invece 40.000 lemmi in più. A chiudere il centenario dello Zingarelli sarà il 15 dicembre a Bologna una tavola rotonda a cui parteciperanno, tra gli altri, Claudio Marazzini, presidente dell’Accademia della Crusca, e i linguisti Michele Cortelazzo e Massimo Arcangeli, e ovviamente l’attenzione sarà puntata sullo stato di salute della lingua di Dante. Se infatti è solo il 6 per cento degli italiani a soffrire di «analfabetismo primario, cioè dell’incapacità di leggere e scrivere, la percentuale sale al 22 per cento se si parla di analfabetismo di ritorno», cioè della «perdita di competenze acquisite nel corso della vita», mentre si arriva addirittura al 42 per cento per l’analfabetismo funzionale, cioè per l’«incapacità di usare in modo efficiente le abilità di lettura, scrittura e calcolo nella vita quotidiana», sottolinea un comunicato di Mondadori Education a proposito del Devoto-Oli rinnovato dopo un lavoro di riprogettazione e riscrittura durato tre anni.

E proprio della valorizzazione dell’italiano scrivono nella prefazione al nuovo vocabolario dovuto ai linguisti Giacomo Devoto (1897-1974), genovese, e Gian Carlo Oli (1934-1996), fiorentino, gli attuali curatori. Così, a proposito della vexata quaestio del dilagare degli anglicismi, Serianni e Trifone sottolineano con lucido ottimismo (e con altrettanta severità) che «quelli realmente in uso sono molti, ma forse non in misura tale da alterare la struttura dell’italiano; è indubbio, però, che in tanti casi un anglicismo è frutto di semplice inerzia e magari di una certa quota di provincialismo». E dunque, se vengono ovviamente accolti nel vocabolario «gli anglicismi più comuni, senza operare censure o ostracismi di sorta, con l’intento di rendere un servizio utile a quanti non ne conoscano il significato preciso», viene anche proposta «un’alternativa italiana», nella convinzione, fondata, che «una simile impostazione sia di aiuto al lettore e rechi un contributo positivo alla stessa lingua italiana». (g.m.v.)

EDIZIONE STAMPATA

 

IN DIRETTA

Piazza S. Pietro

17 ottobre 2019

NOTIZIE CORRELATE