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Lo zaino e la mongolfiera

· Due giorni con il Papa ·

Uno zaino che si trasforma in una mongolfiera: perché l’unica strada per arrivare al cielo è camminare con i piedi per terra. Con questa immagine nel cuore hanno lasciato Roma e stanno facendo ritorno nelle oltre duecento diocesi italiane da cui erano partiti la settimana scorsa le decine di migliaia di giovani che tra sabato e domenica hanno partecipato al duplice incontro con il Papa, prima al Circo Massimo e poi in piazza San Pietro. Un cammino a ritroso da percorrere con la fiducia e l’energia di Giovanni, il discepolo amato da Gesù, icona di riferimento di queste giornate della gioventù italiana.

All’Angelus domenicale di mezzogiorno il Pontefice ha benedetto i doni che i giovani italiani porteranno a Panamá, diocesi organizzatrice della prossima Gmg — un crocifisso ligneo di San Damiano e una statua della Madonna di Loreto —, avviando così di fatto il cammino di preparazione al sinodo di ottobre e al raduno mondiale delle nuove generazioni a gennaio.

Prima della preghiera mariana Francesco a bordo della papamobile aveva girato in lungo e in largo i reparti della piazza, — gremita da novantamila persone — prima di salire sul sagrato della basilica vaticana, dove è stato salutato dal cardinale Gualtiero Bassetti. Un bagno di folla sotto il sole cocente di agosto, al quale il Papa non si è sottratto per poter ringraziare e incoraggiare i tantissimi ragazzi e ragazze che da tutta la penisola hanno magari rinunciato alle vacanze pur di esserci. In precedenza avevano partecipato alla messa celebrata dal cardinale presidente della Cei e dagli oltre centoventi vescovi e ottocento sacerdoti che li hanno accompagnati in questa esperienza di fede e di comunione.

Hanno animato i canti le diocesi di Bari e di Milano, insieme al coro dell’istituto diocesano di musica e liturgia di Reggio Emilia, diretto dal maestro Giovanni Mareggini, autori del testo e della musica dell’inno ufficiale dell’incontro: Proteggi tu il mio cammino, ispirato al salmo 139, che è stato eseguito al termine del rito.

Ancor più coinvolgente è stato l’incontro della vigilia nel suggestivo scenario del Circo Massimo. Il Papa vi è giunto verso le 18.30 accolto da un tifo da stadio. A bordo della papamobile, accompagnato dal cardinale Bassetti e dal vescovo Nunzio Galantino, ha compiuto un lungo giro tra i presenti fino a raggiungere il palco, abbellito da gigantografie di un polittico dell’artisa olandese Kees de Kort, raffigurante il primo incontro di Giovanni con Gesù e la scena in cui il crocifisso affida sua madre al giovane discepolo. Alla presenza, tra gli altri, dei cardinali Lorenzo Baldisseri, segretario generale del Sinodo dei vescovi, De Donatis, vicario generale di Roma, Betori e Bagnasco, e di numerosi presuli, tra i quali anche l’arcivescovo di Panamá, José Domingo Ulloa Mendieta, il Pontefice è stato salutato dalla trentenne modenese Elena, che ha descritto anche il dono preparato per lui: un pastorale di legno.

Dopo il dialogo di Francesco con i giovani, che ha risposto a tre domande, una sportiva che ha perso l’uso delle gambe, Nicoletta Tinti, ha accennato una breve danza, aiutata da Silvia Bertoluzza, inizialmente invisibile agli occhi del pubblico. Al termine, sedutasi sulla sedia a rotelle, la donna ha lanciato un breve messaggio di speranza, suscitando l’incoraggiamento del Papa che l’ha salutata con affetto. Un gesto simbolico che ha dato inizio alla veglia di preghiera, nella quale è stata raccolta e riletta l’esperienza dei pellegrinaggi: il cammino di ciascuno, la strada percorsa negli ultimi giorni, la ricerca di senso e di discernimento vocazionale. Per la maggior parte del tempo i giovani hanno meditato cercando di verificare quanto e come la fede sia riuscita a provocare il cammino di ciascuno, mentre dall’ascolto della parola di Dio, sono scaturiti sentimenti di riconoscenza e di domanda, con l’affidamento al Signore del cammino personale e di quello della Chiesa, chiamata dal Papa a intraprendere il percorso sinodale. Del resto questi giovani hanno camminato «per mille strade» e si sono resi conto delle gioie e delle speranze, delle delusioni e delle fatiche vissute tra le periferie dei loro territori, di quelli visitati e delle loro città; le persone incontrate sono diventate loro compagne di viaggio. E così brevi filmati, canti, letture e un minuto di totale silenzio hanno scandito i vari momenti, durante i quali Francesco ha deposto un mazzo di fiori davanti all’icona della Salus populi Romani per affidarle il cammino dei giovani e della Chiesa nel sinodo, invocando la Vergine con la preghiera di don Tonino Bello a «Maria, donna dei nostri giorni». Il commento papale al brano evangelico di Giovanni (20, 1-8), mentre il sole tramontava su Roma, ha introdotto la professione di fede e la recita comune della preghiera del sinodo e del Padre nostro.

E quando il Papa, dopo aver augurato la buonanotte dando appuntamento al giorno dopo, ha lasciato il palco sulle note di Jesus Christ you are my life, al Circo Massimo si è scatenata la festa: due ore di musica con vari artisti della scena italiana come Alex Britti, il rapper Clementino, il cantautore Mirkoeilcane, il gruppo rock Perturbazione, il comico Saverio Raimondo e la conduttrice Andrea Delogu. Accanto a loro si è esibita anche la Banda Rulli Frulli, formata da oltre settanta elementi.

Terminata la kermesse musicale intitolata #vadoalmassimo è stato di nuovo il momento della “notte bianca”: con il percorso di trasferimento dal Circo Massimo a piazza San Pietro scandito dalla sosta in una ventina di chiese di Roma rimaste aperte per l’occasione. Appuntamenti di spiritualità a Santa Maria in Vallicella, con l’Azione cattolica e il Forum degli oratori, che si sono lasciati interpellare dalle figure di santi giovani; a San Gregorio al Celio e Sant’Andrea della Valle, tra confessioni e adorazione e l’incontro con le missionarie della carità di santa Teresa di Calcutta; a San Bartolomeo all’Isola, dove la comunità di Sant’Egidio raccoglie le memorie dei martiri del ventesimo e ventunesimo secolo; a Santa Maria in Trastevere, con la veglia di condivisione animata dagli scout dell’Agesci; a Santa Maria in Campitelli, per il Rinnovamento nello Spirito; a San Pantaleo, per la Gioventù ardente mariana (Gam); a San Giovanni dei Fiorentini, in preghiera con Maria madre dei giovani per iniziativa del Sermig-arsenale della pace; a San Salvatore in Lauro, dove i marchigiani hanno venerato la Madonna di Loreto; e nella chiesa di Gesù e Maria, per per gli universitari della Fuci.

Non sono mancati appuntamenti all’insegna della cultura e dell’arte: a Santa Pudenziana e Santa Prassede, un percorso tra storia arte e spiritualità in due chiese paleocristiane; a Santa Maria del Popolo, Sant’Agostino e San Luigi dei Francesi, per ammirare le opere del Caravaggio; nella chiesa del Gesù per un incontro su perdono e giustizia riparativa con vittime del terrorismo ed ex brigadisti; e momenti di spettacolo e animazione a Santa Prisca, con un’artista della sabbia esibitasi in “Don Tonino Bello, sentiero di pace”; a San Crisogono, con l’animazione di strada; e a Santa Maria in Via, con uno spettacolo teatrale sulla testimonianza di Annalena Tonelli, la missionaria italiana originaria di Forlì uccisa in Somalia.

E non è mancato un segno concreto di solidarietà: attraverso l’Elemosineria apostolica, Papa Francesco ha fatto arrivare oltre tremila pasti — gli stessi consumati per la cena e per la colazione dai giovani al Circo Massimo — ai poveri e ai migranti assistiti dalle diverse realtà di accoglienza.

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19 settembre 2019

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