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Per lo sviluppo integrale dell’Africa

· La funzione dei media cattolici ·

Pubblichiamo stralci del messaggio del prefetto del Dicastero per la comunicazione alla conferenza dell’Unione della stampa cattolica africana (Ucap), in corso dal 9 al 13 settembre in Sud Africa.

Per tanti anni lo “sviluppo” è stato ridotto a “crescita economica”. Fortunatamente il concetto ora abbraccia tutte le dimensioni della persona umana in una percezione olistica e più complessa, che comprende gli aspetti antropologico, storico, culturale, economico, politico, ecologico, religioso e spirituale (si veda l’enciclica Populorum progressio, del 1967). Molti studiosi hanno evidenziato come l’idea convenzionale di sviluppo come crescita economica sia obsoleta, dopo aver assistito al fallito tentativo di imporre un’ideologia di sviluppo a paesi poveri.

L’opinione pubblica è sempre più consapevole della necessità di guardare in faccia la realtà che la crescita economica non crea posti di lavoro, né riduce la disuguaglianza. Aumenta solo i problemi umani e ambientali. Papa Francesco ha sottolineato come «uno sviluppo tecnologico ed economico che non lascia un mondo migliore e una qualità di vita integralmente superiore, non può considerarsi progresso» (Laudato si’, n. 194).

Il messaggio al popolo di Dio, pubblicato al termine della seconda assemblea speciale per l’Africa del Sinodo dei vescovi, lancia un appello a unire le forze spirituali e ricorda quanto detto da Papa Benedetto XVI nell’omelia durante la messa inaugurale del sinodo, cioè che l’Africa è il «“polmone” spirituale» per l’umanità attuale. Egli ha però anche avvertito che questo “polmone” rischia di essere intaccato dal duplice virus del materialismo e del fanatismo religioso.

Lo scandalo della Probo Koala in Costa d’Avorio nel 2006 ha rivelato il commercio illecito di rifiuti tossici in Africa. L’Africa, culla dell’umanità, viene usata come discarica per i rifiuti tossici del mondo industrializzato, malgrado la Convenzione di Basilea.

Il continente africano sta chiaramente lottando con determinazione per preservare il proprio patrimonio spirituale da diversi attacchi e contaminazioni. Per questo vorrei ricordare la «Dichiarazione comune dei vescovi di Africa e Madagascar», non abbastanza pubblicizzata, sugli sviluppi attuali nel continente africano, in vista del vertice del 25-27 settembre a New York per l’adozione di una «agenda di sviluppo globale post 2015».

Infine incoraggio la collaborazione con Signis, l’Associazione cattolica mondiale per la comunicazione, Cameco, il Consiglio dei media cattolici, e il Comitato panafricano delle comunicazioni sociali (Cepacs). Sono lieto di prendere atto della nuova cooperazione con il sostegno della Federazione dei media cattolici (Federation des médias catholiques). È mia sincera speranza che la Catholic News Agency for Africa (Canaa) venga rafforzata, approfittando del giubileo d’oro del Secam (Simposio delle Conferenze episcopali di Africa e Madagascar). Non insisteremo mai abbastanza sulla necessità di collaborazione tra gli operatori della comunicazione e i media cattolici nel cercare mezzi alternativi per dare voce a chi non ha voce, segnalare la corruzione e denunciare le strutture del male.

Possa il giubileo essere un’opportunità per istituire Ucap in tutte le 37 Conferenze episcopali a livello nazionale e regionale, di modo che i giornalisti cattolici africani si possano unire a formare una squadra. Individualmente devono essere ambasciatori di speranza, aiutando a comunicare un’immagine positiva dell’Africa!

Possa l’Ucap continuare a connettersi, con organizzazioni nazionali e internazionali, per promuovere la costruzione di competenze per tutti i giornalisti cattolici africani.

Possa questa Conferenza incoraggiarvi e sfidarvi sulla base delle vostre tradizioni e culture, nonché della vostra secolare saggezza africana, per affrontare e rispondere agli squilibri strutturali che creano e mantengono l’impoverimento in questo bel continente, non solo a livello materiale ma anche antropologico e specialmente spirituale!

Possa il vostro programma, basato sulla dottrina sociale cattolica, con la road map di Africae munus, aiutare a rispondere alle sfide della riconciliazione, della giustizia e della pace, illuminando così i segni dei tempi con il Vangelo e restituendo dignità a tutti i bambini africani, dando la massima priorità ai giovani.

di Paolo Ruffini

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15 settembre 2019

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