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Lo stress (test) da attesa

· Occhi puntati sull'esito dell'esame su 91 banche europee ·

Tutti attendono gli stress test. Tra poche ore l'Europa conoscerà la resistenza delle principali banche che operano nei suoi confini. Sarà un test importante, da cui si attendono indicazioni chiave nel bel mezzo della crisi del debito pubblico. Un test dal significato non solo tecnico, ma anche politico. Agli stress test è stata dedicata la lunga riunione tenutasi ieri, a Francoforte, tra il presidente della Bce, Jean-Claude Trichet, e i banchieri centrali dei Paesi membri Ue. Il cancelliere tedesco, Angela Merkel, ha difeso la validità dei test, che rappresentano, a suo giudizio, «la realtà del sistema bancario e anche l’Fmi ne giudica con favore la pubblicazione, suggerendo però alcune ulteriori azioni da compiere». A Francoforte si sono incontrati tutti i big del sistema bancario continentale, da Commerzbank al Bbva, da Deutsche Bank a Bnp. Una quarantina di banchieri in tutto. Nessun commento è stato rilasciato. Bocche cucite.

Ma, da un punto di vista tecnico, in cosa consistono gli stress test? In parole povere, si tratta di un esame della resistenza del capitale delle banche in modo tale da far chiarezza sulle risposte che potrebbero arrivare in situazione critica (quanti istituti hanno sufficiente capitale, quanti potrebbero chiedere liquidità alla Bce). Il Comitato europeo dei supervisori bancari (Cebs) ha esaminato gli effetti sulle banche e sul capitale addizionale necessario sulla base di tre differenti scenari da qui alla fine del 2011. Tre diverse situazioni in cui potrebbe ritrovarsi il sistema bancario europeo: uno di base, uno che prevede un certo deterioramento e uno che prende in considerazione una crisi dei titoli del debito pubblico.

Le critiche sugli stress test non sono poche. Molti temono che i criteri assunti siano troppo teneri. Dall’Fmi invece arriva un giudizio positivo sulla decisione dell’Europa di realizzarli, seguendo l’esempio degli Stati Uniti. Il Fondo chiede però che questi test siano accompagnati da azioni per il sistema finanziario e rileva come gli istituti più deboli debbano annunciare subito i modi per rafforzare il capitale. Insomma, secondo l'Fmi, i test debbono essere più trasparenti e devono coinvolgere più banche. Su suggerimento di alcune autorità nazionali, l'istituto di Washington chiede una cautela nella diffusione dei risultati.

La pubblicazione, inizialmente prevista per domani pomeriggio, potrebbe essere anticipata al mattino, prima dell'apertura dei mercati. Dovrebbe avvenire in due fasi: prima i dati generali del Cebs e poi i dati particolari, Paese per Paese, resi noti dagli organi di vigilanza. Il ministro dell'Economia francese, Christine Lagarde, ha insistito perché la pubblicazione avvenga nel pomeriggio, a mercati chiusi, prima delle ore 18. Di certo, in queste ultime settimane, autorità di controllo, associazioni di categoria e politici non hanno mancato di mandare messaggi rassicuranti sul buon esito degli stress test e di smentire i rapporti e gli studi redatti da diverse banche d’affari. Come sottolineano gli analisti, se i test saranno poco severi, i risultati serviranno a poco. Il vero esame degli stress test ci sarà lunedì 26, quando i mercati riapriranno.

A parte le critiche sulla metodologia usata, alcuni analisti hanno osservato come gli scenari ipotizzati siano troppo poco severi e come essi prendano in considerazione solo un peggioramento dell’economia e una perdita dei titoli di Stato di alcuni Paesi come Spagna e Grecia. In questo modo solo alcune banche di media o piccola dimensione, come le banche regionali tedesche o qualche banca portoghese e greca, non riuscirebbero a raggiungere i requisiti minimi previsti, ovvero la soglia minima del Tier 1 al 6 per cento. Al contrario — sostengono gli analisti — tutte le grandi non mostrerebbero problemi e potrebbero riteneresi immuni da nuove crisi.

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15 ottobre 2019

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