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Lo straordinario che non cambia quanto è già stato rivelato

· Un dizionario delle apparizioni mariane ·

Nella mattinata  di lunedì 13 dicembre a Roma, nell'Istituto Maria Santissima Bambina, è stato presentato il volume Dizionario delle «apparizioni» della Vergine Maria curato da René Laurentin e Patrick Sbalchiero (Roma, Edizioni Art, 2010, pagine 1195, euro 120), accresciuto rispetto all'edizione originale francese (Paris, Fayard, 2007). Pubblichiamo la presentazione del vice decano del Collegio cardinalizio e un breve estratto dell'introduzione.

Questo Dizionario delle «apparizioni» della Vergine Maria è un'opera memorabile. A causa del suo carattere monumentale e unico nel suo genere, essa esige, più di ogni altra opera, una guida, e questa non può che essere colui che ne è stato il direttore, René Laurentin. La sua lunga e rigorosa introduzione, vero «discorso di metodo», ci consegna tutte le chiavi che permettono di entrare e di muoversi nel dedalo di un fenomeno religioso in sé molto complesso. Bisogna iniziare leggendo le sue pagine metodologiche con la stessa attenzione che si usa nel leggere le avvertenze di un farmaco, ma senza annoiarsi, poiché questa lettura mantiene viva l'attenzione.

Poiché, come riconosce lo stesso René Laurentin, si tratta di un «argomento a rischio», «il meno studiato scientificamente, il più occulto e più controverso». Certamente la Chiesa ha potuto fin qui far fronte al manifestarsi di apparizioni mariane per esaminarle e collocarle con precauzione nella sua sfera interiore. Ma l'attuale elevato numero di veggenti costituisce un caso che conviene studiare come una novità. Già nel 1988, René Laurentin aveva segnalato l'allerta pubblicando un libro intitolato Moltiplicazione delle apparizioni della Vergine oggi. È lei? Che cosa vuole dire? Il presente Dizionario censisce più di 2.400 apparizioni! E si comprende l'imbarazzo dei Vescovi, sui quali incombe la responsabilità del discernimento necessario.

Certamente, la parola «apparizione» è da prendere qui nel senso più ampio, nella varietà sorprendente dei fatti riportati e senza giudicare a priori la loro autenticità, Questo Dizionario non è pertanto un pout-pourri di fenomeni insoliti o un omaggio all'aumento accentuato di segni soprannaturali. I grandi studi di René Laurentin su Lourdes (30 volumi), Pontmain, La Salette, la cappella di Rue de Lubac a Parigi, testimoniano costantemente una preoccupazione prioritaria data alle manifestazioni debitamente riconosciute dalla Chiesa, E il Dizionario, per evitare ogni confusione, ha cura di trattare a parte, deliberatamente come appendice, un buon numero di «apparizioni» recenti non ancora coperte dal manto della critica storica. Più che un primo bilancio, già molto sostanziale, presenta una piattaforma, una base di partenza per ricerche sempre più raffinate. Ecco perché esso inaugura l'era interdisciplinare dello studio delle «apparizioni», precisando per la prima volta ciò che ogni disciplina scientifica, umana o religiosa, può e deve apportare a questo studio.

Sarà senza dubbio discusso, sottomesso esso stesso a problematiche, ma è ciò che si richiede per un'autentica «presenza di Maria nel nostro tempo», riprendendo il sottotitolo di un libro dall'accento ecumenico: Apparitions, scritto nel 1958 da Louis Lochet, un padre spirituale che segnò la mia vita sacerdotale. Constatava che il fatto delle «apparizioni», «se è stato assimilato dalla vita della Chiesa, non è stato assimilato ancora pienamente dal suo pensiero».

Bisogna ringraziare tutta l'équipe redazionale di questo Dizionario che, con l'aiuto polivalente di Patrick Sbalchiero, si è lanciata in una grande avventura per superare i contrasti paradossali che deve affrontare lo studio attuale delle «apparizioni». René Laurentin riconosce che il fenomeno religioso delle «apparizioni» si trova in fondo alla scala dei valori e delle certezze della Chiesa: nessun cristiano è obbligato, in coscienza, a credere ad una «apparizione» sebbene ufficialmente riconosciuta. La Chiesa non si governa a forza di apparizioni e di rivelazioni particolari. La Chiesa non conferma mai dei veggenti ma i credenti: riconosce dei luoghi di pellegrinaggio e di rinnovamento della fede, ma si pronuncia molto raramente sull'autenticità delle «apparizioni» che li hanno fatti nascere.

Nel suo commentario al messaggio di Fatima, il cardinale Ratzinger ricordava nell'anno 2000 il Catechismo della Chiesa Cattolica: «col passare dei secoli, ci sono state delle rivelazioni dette “private” di cui alcune sono state riconosciute dall'autorità della Chiesa. Non appartengono tuttavia al deposito della fede. Il loro ruolo non è di migliorare o di completare la Rivelazione definitiva del Cristo, ma di aiutare a viverla più pienamente in una certa epoca della storia».

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