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​Lo Stato non è la società

· ​Riflessione del cardinale Ricard sulla laicità in Francia ·

Perché una processione religiosa non dovrebbe essere considerata l’espressione di un diritto legittimo, come accade per un corteo sindacale o un raduno di omosessuali? Perché nello spazio pubblico dovrebbe essere ammesso il “diritto al blasfemo” e non la lecita manifestazione dei differenti culti? Perché quando, a febbraio, ventuno copti sono stati decapitati in Libia, responsabili pubblici francesi hanno taciuto volontariamente sull’appartenenza cristiana delle vittime parlando solo di «cittadini egiziani»? E perché vietare, da parte dell’Ente autonomo dei trasporti parigini, la menzione «Per i cristiani d’Oriente» su dei manifesti che annunciavano uno spettacolo in loro favore? Mais de quelle laïcité parle-t-on? Ma di quale laicità parliamo? A chiederselo è il cardinale arcivescovo di Bordeaux, Jean-Pierre Ricard, in un editoriale pubblicato di recente sul sito in rete della diocesi. Un argomento non nuovo, certo, ma sempre attuale in Francia, Paese dove la laicità rappresenta il quarto pilastro della Repubblica dopo la libertà, l’uguaglianza e la fratellanza.

di Giovanni Zavatta

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25 agosto 2019

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