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Lo squalo e i gesuiti

· Storia di un avvistamento cominciato nel XVIII secolo ·

Alla fine del mese di marzo nei pressi di Los Cabos, nell’estremo sud della penisola della Bassa California in Messico, è stato pescato uno strano pesce di colore rosaceo, con occhi di un intenso colore verde. La metà superiore presentava un petto particolarmente gonfio e la parte inferiore era simile a quella di alcuni squali. La rara creatura fu poi rilasciata nel mare ma prima i pescatori scattarono alcune fotografie poi pubblicate su internet. Pochi giorni dopo lo strano pesce fu identificato come un esemplare di Cephaloscyllium ventriosum, uno squalo che ha la caratteristica di gonfiarsi come difesa dai predatori.

Il disegno del pesce nell’opera di Miguel del Barco

Ciò che a prima vista può sembrare una semplice coincidenza che ha permesso di vedere una rara specie marina, in realtà è un evento che apre la porta a un complesso viaggio nel tempo lungo le opere di alcuni insigni missionari gesuiti nella Bassa California del XVIII secolo.

In effetti, alcuni di essi testimoniano l’esistenza di uno strano pesce, finora considerato quasi mitico, che ha delle caratteristiche molto simili allo squalo pescato nei pressi di Los Cobos.

La descrizione si deve principalmente al gesuita Miguel Del Barco (1706-1790), il quale nella sua opera Storia Naturale e Cronaca della Bassa California descrisse un pesce che chiamò «pesce mulier» e vi aggiunse anche un disegno dove è raffigurato. Si tratta dell’unico disegno in tutta la sua opera. Padre Del Barco afferma che l’animale visto dal suo confratello padre Arnés era di «più di due palmi» di grandezza. Considerando che la misura del palmo spagnolo è di circa venti centimetri, si tratterebbe poco più di quaranta centimetri. E lo squalo Cephaloscyllium ventriosum pescato a Los Cabos — da quanto si può capire dalle fotografie — è approssimativamente di questa grandezza. La vicenda del pesce mulier è legata all’opera di altri tre insigni gesuiti: Ignaz Tirsch (1733-1781) Wenceslao Linck (1736-1772) e Victoriano Arnés (1736-1788).

A distanza di 250 anni, la straordinaria chiesa di San Francisco Javier costruita da padre Del Barco splende tuttora come un astro nel deserto. A Praga le pitture di padre Tirsch parlano con i loro colori e narrano la vita della penisola. Padre Linck viene ricordato quando si leggono i suoi scritti in Bassa California e padre Arnés e l’enigmatico pesce mulier riemergono dal passato ogni volta che si visita il sito dell’antica missione di Santa María.

E da pochi mesi l’avvistamento di uno strano squalo in Bassa California ci ha permesso di reimmergerci nella vita quotidiana dei gesuiti del XVIII secolo; la bizzarra storia del pesce-nereide, la cui immagine originale si conserva a Roma, collega le acque del mare di Cortés nel golfo della Bassa California con quelle del Tevere.

Nel blu cobalto delle acque dell’oceano Pacifico si rispecchia un orizzonte infinito, nelle acque del Tevere la sede di Pietro. In entrambi i luoghi guardiamo il riflesso del cielo, contemplando in esso ciò che noi ancora attendiamo, mentre i grandi missionari Del Barco, Tirsch, Linck e Arnés guardano dall’alto le terre e i popoli che hanno tanto amato, le strade e i cammini che hanno aperto, le montagne e deserti che hanno percorso e pregano tuttora perché la fiamma della fede che accesero con il sacrificio della loro vita non si spenga nei discendenti di coloro che l’accolsero. Una fiamma ancora accesa.

di Arturo Alcántara Arcos

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15 ottobre 2019

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